Gianluca Della
Monica è di
Roma, ma attualmente assente dalla capitale per lavoro. Scrive
poesie, racconti e romanzi psicologici-intimistici, dove cioè in
primo piano emerge l'individuo, con i suoi conflitti interiori e
con le sue emozioni.
I suoi scrittori preferiti sono in gran parte contemporanei. Ognuno lo affascina per una caratteristica diversa,
come la grinta
nei personaggi di Ken Follett, la dolcezza linguistica di Dacia
Maraini, le atmosfere toccanti di Susanna Tamaro. Del passato
apprezza il romantico Coleridge, Schopenhauer e Guy de Maupassant,
ad una novella del quale si è ispirato per il suo quarto romanzo,
attualmente in attesa di una casa editrice adeguata.
Della Monica afferma che, quando comincia a scrivere un romanzo, le
sue idee partono da un aforisma, nel caso de
“L’angelo
malato”,
la sua prima opera edita (2001), ad ispirarlo sono state delle parole
del Mahabharata "L'anima è cosa che la spada non può ferire, che il
fuoco non può consumare, che le acque non possono
macerare, che il vento di mezzogiorno non può
essiccare".