A piedi nudi
di Lisa Massei

…Anche le macchie
si cancellano da sole…



"Ciao,
ti presento…
…questo è il mostro che è in me".



Desert
Ho l'abitudine di lasciare
cassetti aperti
quando ho sonno.
Solo se ho sonno.
E' tutto tempo che sottraggo
alla mia biro notturna.
fra le cosce la coperta
elettrica.
Anche lei partoriva
aborti di desideri
mente i suoi occhi di wisky
si infossavano
nelle ore ferite al sonno.

Alla luce
Sto per partorire.
Le acque rotte giù dalla finestra,
e mio figlio è blu nell'anima,
dovrà imparare a camminare
cerbiatto
se non vuole abortirmi
negli occhi.

Samuele
Mi guardavi avvertendo
il mio peso. Non più aria.
Le occhiaie accettate sul viso.
di notte Samuele
ti aveva parlato
chiedendoti
perché l'avevi
impiccato al tuo passato.

Parentesi
La mia bocca
è chiusa fra parentesi,
non rughe d'espressione.
E' fra parentesi
il non sapere,
la mia borsa piena di
giocattoli, bambole di pezza
e pupazzi di ceramica
che fanno l'amore.

E… Poi?
Ed io?
Io che pretendo vita dalla
vita.
Che non mi cristallizzo nelle
illusioni.
Io… che posto avrò
nel vostro alveare mia dolce dea…
Che pedina del vostro
impero di ghiaccio e fuoco?

Attesa
Ti aspetto… vieni a prendermi,
vieni a perderti…
nei miei castelli…
vieni ad inabissarti nel mio
umore,
vieni a rispecchiarti nei peccati,
a respirare le mie ferite,
a lambire le mie
gioie infinite.

Annega in me
nel percorrermi
guardami evaporare.
Avvolgiti nella mia nube
di piacere
chiuditi nella mia nebbia,
prigioniero della ragnatela!

Solo se…
?Se ci ponessimo
su uno specchio:
il mio volto sul tuo.
I tuoi occhi sui miei.
Il mio seno sul tuo.
I tuoi fianchi sui miei.
L'una il negativo dell'altra…
Nella magia dei sensi.

Cuore a fette
Ho il cuore aperto
anche di notte.
Ci passa il vento sotto
ai tuoi passi.
Sono le tue scarpe
ed il sudore sul mento
ad avermi.

A piedi nudi
Mi ferisce ferirti.
Se ti lacero
Mi lacero.
Mi faccio schifo
dal bene che ti voglio.
E non è nella sua borsa
o sotto ai suoi tacchi
in cui ho Sputato
(I miei Scrupoli),
ma su di me
a rapirsi flebile.

Rugiada notturna
Il cielo è
uno strato di pelle stanotte
e la luna
una borchia ancorata
fra campanule stelle.

Routine
In realtà non ho
un cazzo di tempo
per dormire e
un cazzo di tempo
per vivere.
Solo portaoggetti
e fogli colorati
da graffiare e spalmare
sulla popolazione.

Spilli negli Occhi
I tuoi occhi sono
Bottoni e le pupille
Spilli dalla cima colorata.
Non c'è sonno,
ma tempo per curiosare.

Sono io che
Sono io che
mi lego all'anima.
Ho qualcosa di speciale che
incaglia le vele
ai miei fondali.
E mi fa male vivere
di sabbie mobili.

Chi mi lega
Chi mi lega a chi?
Chi mi prostituisce a chi?
Ho più rispetto
per le puttane
che vendono il comprarsi.
C'è puzza di cuore
dentro al tuo cuore
ed una lama di sole
travagliata da rughe.

Insonnia
Ho raschiato
il mio sonno
per trivellare
il mio corpo,
e la mano bruna
mi trema
per questa mia vita
estrema.

Che ne sai?
Che ne sai tu?
Mi credi bambola
sfregiata.
Che ne sai
dei delfini
fra i miei capelli
e del mio seno
che si taglia?
Che ne sai delle
mie ombre
e delle zone morte,
pallottole nella mia testa?
Che ne sai dei
polpastrelli
annodati
al sudore trafugato?

Bambola sono io
Sono solo
una bambola
volata via,
una falena
in un cassetto
che si costringe
al petto.
Un filo di capello
fra le pagine di un
secco alberello.

Occhi vuoti
Vorrei solo farti
capire quanto mi sento
inutile e vile.
Ricopri di carta le pareti
non voglio sentirti
mentre mi osservi
sguainando il tuo sperma
sulla mia anima rafferma.
Sono solo un pezzo di pane
incatenato fra denti
di cane.

Minerali
Come spostando pietre
ti ho
spostato da parte.
Ma sei nel mio esofago e
nel mio fegato,
nella forfora e
nelle pupille
incerte.

Il male di me stesso
Ho legato
Tendini al cuore e…
… stringi…
…stringi
ho schizzato
lacrime nel cesso.
E' solo lì che possono
stare: tutt'uno con escrementi
e grumi di carta
lungo lo scarico del mio corpo-latta.

Sangue
Sudo ruggine purpurea.
Ho pagato la pena?
Tutte le lacrime del mondo
non placheranno
questo crimine.
Solo le onde del tuo sorriso
possono recidere le mie Colpe.
Ma… ma…
Ho chiesto Perdono
senza Perdonarmi.

Membrana
Hai fatto leva
su tasti cedevoli,
scavato spezzandoti le unghie
sulla mia pelle
arida e fertile
gelida e rovente.
Sono tornata da lui
ingoiando sassi stanchi
(di me stessa).

Oppio dei sogni
Ho sognato una poesia stanotte.
Il titolo rendeva
liquidi i versi
Poiché era titolo e versi
insieme.
Ho sognato una poesia stanotte.
Il suo corpo ad incastro
perfetto sul mio
perché era uomo e donna
insieme
la nostra comunione sublunare.

04/02 real time
Se solo mi picchiasse,
fino a farmi sanguinare…
Il cielo a strisce.
Il suo orgoglio-sputa-veleno.
raccolta a
Spirale…. Spillata…
Cucita…
Io. E sola.
Eterna pena.

02/03 rabbia in fili
Non sono più soffici
I miei lunghi riccioli,
ma catene,
catene che colano
giù dal cranio,
cranio affilato di vetro,
tessuto da mani di
cui vorrei urlare il nome.
Cranio e cervello sono.
Stridono le viti
che arginano le tempie.

Lo specchio delle illusioni
La vita è solo un'illusione.
Di essere forti?
Un'illusione.
Di essere deboli?
Un'illusione.
Un Cubo a Combinazioni
di novità, ospiti e tumori.

Riflessi
- Che cos'è?
E' ruota di morte e sopravvivenza.
- Che fa?
Nasce e cresce e muore.
- Poi?
Lascia spazio colmato e svuotato.
- E…
E da qui di nuovo il via alla mia:
e piano piano riprendo i polsi invecchiati
portandomi ogni peso.
Continuo, soffocando rimorsi,
snudando falce di sorrisi
e celando il sapore malato di una lacrima,
ma…
- Ma?
Ben presto sarà solo vapore.
- Solo vapore?
Così è, che piaccia o meno:
Gioie e dolori che fanno l'amore:
il puzzle incompiuto
di questo linguaggio.
- Linguaggio?
Così, la vita.

Non senso 05/02
A volte si è spettatori
delle proprie tragedie.
Mi sento un timone ossidato
che scende a pelo d'aria
sul letto di alghe blu.
Mi vedo: assistente muto
che ti ha sgualcita ancorata
al passato: una musa dagli occhi
crocifissi a baldracche parole
come ultimo
Arido,
Agro saluto: (Addio).

A mai più
Se avessi davvero
voluto dirmi addio,
l'avresti fatto
a labbra slegate:
mare nel mare e
vento fra neve di conchiglia.
Avresti letto
fra le righe e non
i graffi delle lacrime.
Avresti visto che
il mio intreccio era
anima e cuore,
gioia e dolore.

Suicidi
Uccidi il mio
orgoglio di Essere,
tu, che sai che
mi ci vorrebbe doppia vita
per incollare lingue a colori
acrilici, appesa al cielo violaceo
del tuo nido.

Piatta pianura
Ho raso al suolo
le tue viscere.
In nome di che cosa?
Di ciò che avevo succinto
ai fianchi?
Ho strappato onde
corvine (di cenere)
capello per capello
e filo dopo filo
mi presento a te
come un malato
terminale dal cranio livido
nella speranza di farti solo S
chifo.

Nel ricordo
Un martello di foglie
sotto cui nascondere
nebbia a filigrana
e graffi in calce
nel ricordo fluido
del tuo sapore.

Pomeriggi d'estate
Parla al minimo
che io ho sonno.
Mi stiro al sole
da buona lucertola
e mi arrotondo le caviglie
svitando il mio verme
solitario.
Un soffio di erba sulle
labbra e schizzi
di sabbia che mi recidono
le braccia.

Centro città
Una finestra che cala
in mezzo ad una metropoli
e cala e cala
nel minerale di me stesso.

Ciò che siamo
Noi siamo decisi.
Incisi e decisi
come eterni arabeschi
di geroglifici
incastonati
fra le rose dei venti,
impigliati fra le vene
di un fiore,
(spesso)
aborti alla fine di un amore.

Entrare
Vorrei entrare nel
ventre di un albero
e non smettere più di ridere
mentre mi guardi.
Prendere lo smalto
e riempire lo specchio.
Vedere a colori
mentre vai e vieni,
mentre mi preghi
di andare e di tornare.

Il bello è
Il bello è condividere
il miele
del mondo:
po…che… goc…ce
di ragia ai pigmenti
delle ciglia: ali di gabbiano.

Il bello è
due proiettili
che mi puntano a mira
e una mano sopra l'altra
mi parla,
e ancora sono bella.

Il mio fiore
Il mio fiore si è
tagliato le vene.
Troppa acqua
gli ho dato.
O troppa poca al
rame di luna.



Sono i miei ormoni a darti noia.
Finire di leggere
come alibi per vivere.




Una pagina da voltare.
Le dita che non si staccano,
per farlo un francobollo…
della
tua
pelle…


C'è rimasto poco da dire,
anzi niente: NIENTE.