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SCHEDE MOSTRE
da sabato 17 maggio a sabato 10 settembre
Palazzo Legari - Alessano (Le)
Ingresso gratuito
CASA DE LAS PALABRAS
La Patagonia di Bruce Chatwin (Argentina)
Scatti fotografici di Chatwin che documentano il suo viaggio nella terra
eccentrica per eccellenza - perfetto ricettacolo per l’allucinazione, la
solitudine, l’esilio dal quale sarebbe nato il libro “In Patagonia”
considerato il libro simbolo di tutti i viaggi. Le oltre quaranta
fotografie in bianco e nero che rappresentano l’allestimento, sono una
preziosa testimonianza di questa regione così affascinante, evocatrice
di meravigliose avventure che da sempre fanno parte del nostro
immaginario collettivo.
Bruce Chatwin (1940 -1989) dopo aver abbandonato una promettente
carriera di gallerista da Sotheby’s a Londra, iniziò quella dello
scrittore di viaggi con interessi antropologici, manifestando una
irresistibile attrazione verso il nuovo e lo sconfinato. Nel 1974
cominciò il viaggio in Patagonia raccontato nel libro sempre attuale che
è stato giudicato “il più originale libro di viaggi di questi ultimi
tempi”. Come scriveva Stefano Malatesta “ Buce Chatwin …ha ammirato i
ghiacciai scintillanti le foreste pietrificate i torrenti tumultuosi la
terribilità dei luoghi circondati dal mare più burrascoso del pianeta” e
ce li propone questi luoghi popolati da una pittoresca ed eterogenea
umanità dove si incontrano “uno dopo l’altro peones e proprietari
allevatori scozzesi e gallesi e gauchos argentini lavoratori dell’isola
Chiloé piloti d’aereo lituani e preti antropologi marinai e cacciatori”.
J. L. Borges attraverso le immagini (Argentina)
Circa 100 fotogrammi, un collage illuminante sulla vita del massimo
scrittore argentino. Un viaggio verso l’uomo Borges e il suo tempo, i
suoi affetti, i suoi ricordi: Borges in braccio ai genitori, Borges
fanciullo, Borges giovane, Borges che riceve la laurea honoris causa di
Harvard, Borges in ginocchio sulle rive del Mar Morto, la mesta
solitudine di Borges durante i funerali della madre, un poema autografo,
frasi estrapolate dai suoi reportage. Una sequenza visiva quindi, che
abbraccia l’arco di tempo della vita dello scrittore attraverso immagini
che scandiscono i momenti più significativi della sua esistenza e del
contesto culturale in cui è vissuto.
Tra i massimi geni letterari del Novecento, l'argentino Jorge Luis
Borges nacque nel 1899 a Buenos Aires. Dopo aver passato un lungo
periodo in Europa durante l'infanzia,frequenta gli studi a Ginevra e in
Spagna, dove viene a contatto con l'avanguardia letteraria e scrive le
prime poesie.Tornato in Argentina, inizia a collaborare con riviste
legate sempre agli ambienti dell’avanguardia. Affetto da una grave forma
di miopia e non ancora ripresosi dalla recente scomparsa del padre,
verso la fine del 1938 lo scrittore scivola su una scala male illuminata
riportando una grave ferita alla testa. La lunga e penosa convalescenza
va di pari passo con una crisi depressiva nel corso della quale Borges
si convince di non essere più in grado di scrivere. Niente di più falso.
La fine del difficile periodo restituisce ai lettori un Borges in
splendida forma. Nel 1944 esce Finzioni, nel ’45 L’aleph, e il mondo
riconosce in questo argentino dallo stile britannico, questo distinto
signore accompagnato dall’immancabile bastone, un grandissimo della
letteratura. I suoi enigmi metafisici, le sottili divagazioni sul
destino, sul sogno, sul mistero della creazione, i suoi paradossali e
affascinanti giochi di specchi influenzeranno la letteratura dei decenni
successivi oltre che, come confesserà García Márquez, «far superare
all’America Latina il secolare complesso di inferiorità nei confronti
della cultura europea».
Pablo Neruda, passi in Italia (Cile)
a cura di Patricia Rivadeneira e Federica La Paglia
In Italia la figura di Pablo Neruda è sempre stata amata, sia per la
forza e la profondità dei suoi versi, sia per il suo fondamentale legame
col Paese, dove giunse esule nei primi anni Cinquanta. E proprio la
storia di questo legame è l’elemento centrale e la ragion d’essere della
mostra ideata per festeggiare il centenario della nascita del poeta e
cresciuta intorno alle testimonianze dei suoi molti amici italiani.
“Pablo Neruda, passi in Italia”, si divide in tre sezioni: la biografia,
la sezione italiana e quella dedicata ai giorni a Capri. Lo scopo è
raccontare la vita del grande vate attraverso versi e immagini varie
(fotografie e incisioni), seguendo un percorso che unisca vita privata e
artistica, sulle orme del suo soggiorno italiano: dalle passeggiate
napoletane e le compagnie romane ai rapporti con gli amici traduttori e
editori, dalle conferenze tenute su e giù per il paese fino alla grande
passione vissuta a Capri con l’ultima moglie, Matilde. Poemi, immagini e
aneddoti curiosi dipingono il ritratto del cantore dell’amore e
dell’uomo politico, dell’amante delle donne e del cileno sofferente per
la propria terra lontana, dell’amico e compagno di partito di Guttuso e
Trombadori e del poeta, apparentemente severo nella postura, che però
nascondeva un gusto delicatissimo per carta colorata e disegni floreali.
La mostra si presenta, quindi, come il frutto di mesi di ricerche in
Italia e in Cile e propone preziosi ricordi e alcuni elementi inediti
del “Pablo italiano”.
Schede Incontri
sabato 17 Maggio
Palazzo Legari - Alessano
ANTONIO PETROCELLI
Antonio Petrocelli è un attore fiorentino di origini lucane, con alle
spalle una consolidata carriera cinematografica che lo ha visto
ricoprire ruoli importanti in più di 50 film diretti dai principali
registi italiani quali Nanni Moretti, Gabriele Salvatores, Marco
Bellocchio, Liliana Cavani ed Enzo Monteleone. Petrocelli non è solo un
abile attore ma è anche un ottimo autore. Dopo il successo del suo primo
romanzo autobiografico “Volantini” infatti, ha nel cassetto un nuovo
romanzo che indaga la condizione dell’attore e che dichiara apertamente
il suo amore incondizionato per il cinema e per tutto ciò che esso
rappresenta. Insomma, Antonio Petrocelli ci sa fare. Come attore, come
autore, come performer futurista durante i suoi recitals, come artista
sincero, che sa trasmettere il senso del bello.
Nell’ambito della Rassegna Salento Negroamaro, presenterà uno spettacolo
su testi di poeti surrealisti spagnoli tradotti da Vittorio Bodini, il
grande e mai dimenticato autore salentino, una prova d'attore che
richiede grande virtuosismo ma che “non te lo fa pesare, mentre ti
stupisce e ti conquista per la varietà, la genialità, il perfetto
dosaggio di eros e ironia”.
martedì 20 Maggio
Palazzo Legari - Alessano
EDUARDO GALEANO (Uruguay)
Senza dubbio uno dei più acclamati scrittori latinoamericani, tradotto
in più di 20 lingue, Galeano si distingue per uno stile unico che
mescola storia, realtà, finzione, giornalismo e analisi politica. Nato
in Uruguay nel 1940, ha lavorato dapprima come giornalista diventando il
capo-redattore di “Marcha”, un settimanale che ha visto la
collaborazione di personaggi come Mario Vargas Llosa e Mario Benedetti.
Dopo essere stato costretto all’esilio in seguito al golpe militare del
1973, che riportò la dittatura militare in Uruguay, si sposta in
Argentina dove fonda la rivista culturale “Crisis” e pubblica libri di
politica e cultura. Il riconoscimento da parte del grande pubblico, gli
arriva con la pubblicazione del suo capolavoro, “Le vene aperte
dell’America Latina”, indiscussamente la sua opera più nota e il primo
dei suoi libri ad essere tradotto in inglese. Costatogli quattro anni di
faticosa gestazione, ma «scritto in soli tre mesi», è una poderosa
accusa dello sfruttamento dell’America Latina da parte di poteri
stranieri a partire dal XV secolo ai giorni, che Galeano descrive con
passione ed idealismo e il rigore dei documenti. Con l’arrivo della
dittatura di Videla anche in Argentina, viene aggiunto alle liste nere
del regime e costretto a trasferirsi in Spagna dove incomincia a
lavorare all’altro suo capolavoro, “La Memoria del fuoco”, una storia
dell’America del Nord e del Sud, dai miti pre-colombiani e fino al 1980,
in cui i personaggi sono figure storiche reali, generali, artisti,
rivoluzionari, operai, conquistatori e conquistati, premiato nel 1998
con l’American Book Award. Ronald Wright ha scritto sul Times Literary
Supplement: "I grandi scrittori... dissolvono i vecchi generi per
fondarne di nuovi. Questa trilogia, di uno degli scrittori più
coraggiosi e raffinati dell'America Latina, è di difficile
classificazione". Galeano è anche un appassionato tifoso di calcio:
"Splendori e miserie del gioco del calcio" (1997) è un'analisi della
storia di questo sport. Galeano lo paragona a una recita teatrale e a
una guerra; critica il patto scellerato con le multinazionali e attacca
gli intellettuali di sinistra che rifiutano, per ragioni ideologiche, il
gioco e il suo fascino nei confronti delle masse.
mercoledì 21 Maggio
Palazzo Legari - Alessano
LUCA MASTRANTONIO
Luca Mastrantonio, laureato in Lettere alla Sapienza di Roma, è
responsabile del settore cultura e spettacoli del quotidiano “Il
Riformista”. Collabora a programmi radio, riviste culturali e al
settimanale A. Nell’ambito del Festival Salento Negroamaro, presenterà
il libro “Hugo Chavez - Il Caudillo pop” pubblicato da Marsilio Editori.
“Strepitoso. Aiuta a capire meglio, senza paraocchi ideologici, lo
strano impasto di cui è composto l'uomo. Attraverso Chávez possiamo
comprendere anche noi stessi. La nostra sinistra. La nostra destra”
scrive nella prefazione Gian Antonio Stella. Di Chávez, Mastrantonio
pensa che se fosse un fascista degli anni venti, o un venezuelano dei
barrios di oggi, lo voterebbe senza dubbio. Non essendo né l’uno né
l’altro, lo guarda con affascinato sospetto.
sabato 24 Maggio
Palazzo Legari - Alessano
LOUIS-PHILIPPE DALEMBERT (Haiti)
Louis-Philippe Dalembert nasce a Port-au-Prince (Haïti). Grande
viaggiatore, ha vissuto e visitato tantissimi posti del mondo.
Quest’uomo-tartaruga, questo vagabondo, come lui stesso si definisce, si
diploma alla Scuola Superiore di Port au Prince e prosegue poi i suoi
studi universitari a Parigi presso l’università della Sorbona,
esercitando anche la carriera di giornalista. Soggiorna una prima volta
a Roma nel 1994/95 e dopo un breve ritorno in terra natìa, durante il
quale copre la carica di Ministro della Cultura, realizza un viaggio di
diversi mesi nelle sperdute terre andine. Grazie ad una borsa di
residenza, si sposta poi per un lungo periodo a Gerusalemme, visitando
Israele, la Palestina, l’Egitto, la Giordania, una parte del mondo che
influenza molto la sua poesia. Dalembert elabora, sia in prosa che in
poesia, un’opera fortemente marcata dalle tematiche del vagabondaggio,
concetto che lui stesso preferisce a quello dell’erranza, e
dell’infanzia. Le due tematiche sembrano essere legate nello spirito
dell’autore in quanto passa dall’infanzia all’età adulta allo stesso
modo in cui emigra da un paese all’altro. Una terza tematica fondante è
quella biblica, traccia di un’educazione famigliare molto religiosa
sotto il segno del sabbah. Ritornato ancora una volta a Roma, dove gli
viene assegnata la carica di Vicesegretario alla Cultura presso
l'Istituto Italo Latino Americano, continua senza posa a lavorare tra
Haiti, Parigi e Roma, entrando a far parte di quel gruppo di scrittori
haitiani detti "dell’esterno", poichè vivono e pubblicano le loro opere
fuori dal loro paese. Le sue prime poesie sono state raccolte nel volume
Evangile pour les miens (Port-au-Prince, 1982). Ha pubblicato in riviste
di molti paesi europei ed americani. Dal 1990 pubblica anche racconti,
uno dei quali, Caraiblues, ha vinto nel 1991 il concorso di Radio France
Internationale. La matita del buon Dio non ha la gomma (Edizioni Lavoro,
1997) è il suo primo romanzo.
sabato 31 maggio
Palazzo Legari - Alessano
MARCIA TEOPHILO (Brasile)
La poetessa brasiliana Marcia Teophilo, più volte candidata al Premio
Nobel e una delle più note poetesse dei nostri tempi, ha incentrato la
sua poetica sulla natura, sui miti e sulle leggende della foresta
amazzonica e sulla denuncia dello scempio che ai suoi danni si compie.
Da sempre interessata ai problemi che affliggono la splendida e
selvaggia Amazzonia e i suoi abitanti, gli Indios e volendo approfondire
l'essenza della loro umanità, ha incentrato tutta la sua produzione
letteraria, sulla lotta alla tutela e salvaguardia del patrimonio
culturale amazzone, denunciandone ed impedendone la distruzione
incombente. Esiliata dal suo paese nel 1972, si trasferisce in Europa
dove intesse una rete di conoscenze con le figure più eminenti della
poesia internazionale e, stabilitasi in seguito a Roma, si attiva per
favorire l'interscambio culturale tra il suo paese e l'italia
organizzando incontri, meeting internazionali e partecipando a recitals
poetici. Le sue composizioni sono andate ad impreziosire diverse
antologie e Marcia, che ha sempre partecipato attivamente alla vita
letteraria italiana, ha sempre aderito a molti eventi importanti
organizzati in questo ambito quali la “Settimana dei diritti umani”, la
“Manifestazione internazionale della giornata mondiale del libro” dell'U.N.E.S.C.O,
la “Carovana dei poeti per la pace” e la recente “Fiumara d'arte”. Dopo
aver vinto numerosi premi, ha ricevuto nel 2005 il “Premio Unione
Letterati Italiani” per il suo magnifico libro “Amazzonia, respiro del
mondo” , per il quale è stata candidata al Nobel per la poesia.
giovedì 5 e venerdì 6 giugno
Palazzo Legari - Alessano
PEDRO GOMEZ (Colombia)
Casa de Poesía Silva a Bogotà, diretta da Pedro Gomez, è il tempio per
eccellenza della poesia latino americana e il luogo fondamentale di
accentramento artistico e di conservazione e diffusione della cultura
poetica. Ogni anno Casa Silva organizza il Festival di poesia de Bogotà,
caratterizzato dall’apertura a tutte le tendenze, in cui si intende dare
spazio a tutti, senza distinzioni di impostazione e senza soggiacere a
nessuna influenza che spesso si crea in alcuni ambienti culturali.
Proprio per questa impostazione aperta, propone, per ogni sua edizione,
un omaggio ad un poeta colombiano, pubblicando un’antologia dei suoi
versi che viene presentata in occasione del Festival. Si può dire che
tutta la poesia colombiana sia presente in queste antologie. Casa Silva
è una fondazione il cui obiettivo è di stimolare e rendere accessibile
allo studio, alla conoscenza, la poesia di tutti i tempi e di tutte le
aree geografiche. Tutti i servizi, come la vastissima biblioteca, i
seminari, sono usufruibili gratuitamente. La sua offerta culturale è
indirizzata soprattutto alla popolazione di basso reddito, per la quale
Casa Silva è diventata un riferimento fondamentale per lo studio,
l’insegnamento e per i continui eventi organizzati al suo interno.
Numerosi sono i seminari diretti da poeti e rivolti a platee diversi,
docenti di letteratura, studenti, bambini il cui scopo consiste
nell’orientare i partecipanti alle letture e fornire loro la conoscenza
basilare della storia e della scrittura poetica.
domenica 8 giugno
Palazzo Legari – Alessano
FERNANDO RENDON (Colombia)
Dal 1991, più di 800 poeti di 142 Paesi da tutto il mondo hanno
partecipato al Festival de Medellin - diretto da Fernando Rendon -
riconosciuto per la sua importanza nella società contemporanea
internazionale. Nel 2006 è stato assegnato all’Evento il Premio Nobel
Alternativo per la Pace, con la seguente motivazione: “per aver mostrato
come la creatività, la bellezza, la libera espressione e il senso della
comunità possono fiorire insieme e sconfiggere anche la paura e la
violenza più radicate”. Il Festival di Medellìn insieme al movimento
culturale a favore della pace in Colombia, vogliono contribuire alla
costruzione della pace attraverso la poesia, espressione immemorabile
del profondo desiderio di un’umanità fraterna e solidale, rinata dalle
ceneri della meschinità e dell’egoismo, che nei secoli hanno deteriorato
la storia umana.
In quasi vent’anni di storia alcuni dei principali obiettivi del
Festival sono: accrescere la resistenza poetica e spirituale del popolo
colombiano, che lotta per la vita e per il sogno di un Paese nuovo,
attraverso il dialogo tra poeti e tradizioni poetiche per contribuire
all’intreccio dei progetti di poesia in tutti i continenti (festival,
pubblicazioni periodiche, scuole di poesie), e lo scambio di esperienze,
opinioni e proposte; mantenere un elevato livello di coscienza sociale
ed estetica, oltre che di solidarietà di fronte ai problemi strutturali
del nostro Paese; rinnovare i processi di integrazione e scambio
simbolico per comprendere l’importanza di ascoltarsi, della pluralità e
della diversità del pensiero umano e per creare un’attitudine
partecipativa del popolo nella cultura e nel processo di consolidazione
della democrazia colombiana.
Domenica 15 Giugno
Palazzo Legari – Alessano
LAURA PARIANI (Italia –Argentina)
La scrittrice Laura Pariani, da ritenersi una delle protagoniste più
significative della nostra narrativa italiana, ha dimostrato di
possedere una rara sapienza di scrittura ed una grande capacità di
orchestrare storie attraverso avvedute strategie linguistiche. Il suo
esordio narrativo avviene nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno
o d’oro, con cui si aggiudica il Premio Grinzane Cavour. I suoi libri
successivi ottengono un unanime consenso di critica ed importanti
riconoscimenti, tra cui il Premio Selezione Campiello per La perfezione
degli elastici (e del cinema), successo dovuto all’originale
combinazione di una tensione affabulatoria, una fame di storie da
raccontare, e di una scrittura estremamente mobile e pronta ad adottare
molteplici punti di vista e ad attraversare vari piani temporali. Laura
Pariani nelle sue opere si è spesso rivolta ai mondi sconfinati
dell'America Latina, che scopre per la prima volta a 15 anni, in un
viaggio folgorante attraverso l'Argentina e la Patagonia, alla ricerca
di un nonno che vi si era trasferito anni addietro. Dal quel momento i
ritorni si sono accumulati diventando una fonte inesauribile di scoperte
di sé e della vita. Nel libro di recente pubblicazione “Patagonia
Blues”, il paesaggio del Fin del Mundo è segnato dalle ferite
indimenticabili dello sterminio indio, in quanto per Pariani leggere e
scrivere vuol dire prendersi carico di altre vite, lontane o vicine non
importa, e portarle alla luce, restituendo soprattutto dignità, valore a
quelle segnate, oltraggiate dall’arroganza dei più forti.
Curatori
Andrea Di Consoli
Andrea Di Consoli è nato nel 1976, da genitori lucani, a Zurigo, dov’è
vissuto fino al 1987. Dal 1987 al 1996 ha abitato in Lucania. Dal 1996
vive a Roma. Scrive su “L’Unità”, “Il Messaggero”, “La Sicilia”,
“ViaPo-Cisl” e “Nuovi Argomenti”. Dal 2001 collabora al “Taccuino
italiano”, programma radiofonico di Rai International e collabora con
altri programmi radiotelevisivi della RAI. Ha pubblicato i saggi Le due
Napoli di Domenico Rea (Unicopli, 2002) e, con Filippo Bubbico, Una
lucida passione. Il riformismo meridionale, la Basilicata, la rivolta di
Scanzano (Avagliano, 2006), la raccolta poetica Discoteca (Palomar,
2003), il libro di racconti Lago negro (L’Ancora del Mediterraneo, 2005)
e il romanzo Il padre degli animali (Rizzoli, 2007). E’ consulente
editoriale.
Carlo Bordini, poeta e narratore romano, è docente universitario e
collabora con l’Unità, con la rivista Poesia e con altre testate
giornalistiche. E’ stato l’unico poeta italiano ad essere ospitato al
Festival de poesia de Bogotà lo scorso maggio e al Festival de Poesia
Nicaraguese lo scorso febbraio. Di imminente pubblicazione il libro “non
è un gioco” che l’editore Luca Sassella ha fortemente voluto.
Il piccolo testo è la descrizione che l’autore fa sul viaggio e su ciò
che ha veduto. Il soggiorno a Bogotà, l’esperienza del festival e la
gente con cui ha parlato. Una società piena di gravissimi problemi (una
guerra civile che dura da moltissimi anni, il traffico di droga) ma
animata da una grande tensione etica per cercare di risolverli e,
soprattutto, da una tensione etica che si avvale del veicolo della
parola, della poesia, come uno degli strumenti necessari e portanti per
rifondare la società. Forse sarebbe più giusto dire semplicemente che in
Colombia la poesia è importante. Il resto viene da sé.
Autore di diverse raccolte di poesia: Poesie leggere (Barbablu, 1981)
Strategia (Savelli, 1981) Pericolo (Aelia Laelia, 1984) Mangiare (Empirìa,
1995) Polvere (Empirìa, 1999) Pezzi di ricambio (Empiria, 2003) Pericolo
(Manni, 2004). Opere di narrativa: Manuale di autodistruzione (Fazi,
1998) Gustavo, una malattia mentale (Avagliano 2006)
Ha curato con Antonio Veneziani, Dal fondo, la poesia dei marginali (Savelli,
1978) e con Andrea de Consoli, Renault 4 Scrittori a Roma prima della
morte di Moro (Avagliano 2007) - Le sue opere sono tradotte in francese.
Di imminente pubblicazione “Sasso”, antologia poetica edita da
Scheiwiller.
Guadalupe Grande, è un’antropologa. Ha collaborato fino al 1989 per
diverse pubblicazioni come critico letterario, El Mundo, El
Independiente, Cuadernos Hispano-americanos, El Urogallo, El Bosque, La
Venencia, Ressena.
E’ autrice di numerosi libri e le sue poesie compaiono in diverse
antologie spagnole e latino-americane.
Figlia d’arte sia da parte materna che paterna. Il padre è infatti il
famoso Felix Grande, uno dei poeti più importanti Spagnuoli, nonché
direttore di importanti riviste letterarie latino-americane.
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