Intervista di 20 domande a

Giuliano Pasini

Ultimo libro pubblicato: LA GIUSTIZIA DEI MARTIRI

 

 

 
 

Il tratto principale del tuo carattere?

“Sereno di dentro, come i pesci e gli uccelli”. Così cominciamo con le citazioni di Guccini. Scherzi a parte, le cose succedono, belle o brutte. Tanto vale prenderle con serenità.

Un aggettivo per definirti?

Tenace. Se punto un obiettivo, mi faccio in quattro per raggiungerlo. Spesso non ci arrivo velocemente, sono lento ma costante. Il mio sport è la maratona, non i cento metri.

Il tuo difetto principale?

Sono goloso e pigro. Il pigro più attivo del mondo. E disordinato. Ne servono altri?

La tua occupazione preferita?

Passare tempo con Sara, mia moglie. L’altra metà della mela. Magari in giro per paesini medievali, visitando chiese romaniche e splendide colline e cantine ancor più belle. E cena in un bel ristorante. Insomma, Borgogna. Non scrivere. Scrivere per me significa sveglia alle 5.30 e fatica. E pensieri quasi ossessivi nel corso della giornata.

Il tuo sogno nel cassetto?

Fare lo scrittore di mestiere. Una stanzetta in pietra con una finestra affacciata sul verde. Un pc. Un cane beige che saltella nel giardino. Poi paesini medievali ecc ecc ecc.

Il personaggio famoso attuale o storico che vorresti essere?

Son contento di essere me stesso. Non per immodestia ma perché “abbiamo una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno…” E così sono due, le citazioni gucciniane.

Il luogo dove vorresti vivere?

Borgogna del Sud. Idealmente nel triangolo Cluny, Tournus, Chapaize. Culla dell’arte medievale, splendidi vini, gente orgogliosa e fiera e tutto quel che leggete nelle risposte precedenti.

Il tuo colore preferito?

Azzurro cielo.

Il tuo scrittore preferito?

Più di uno. Sono onnivoro nelle letture. Classici greci e latini, Eschilo e Seneca. Dei moderni dico Poe, così non sbaglio. Dei contemporanei… impossibile da dire.

Il libro preferito?

Qui sono più sicuro. “Corale alla fine del viaggio” di Erik Fosnes Hansen. Un romanzo meraviglioso, tra il lirico e l’onirico. Personaggi scolpiti, cesellati. Avvincente. Da leggere tutto di un fiato.

Il genere di musica preferito?

Tra Francesco Guccini e i Pink Floyd (fino a The Final Cut, 1983), Mark Knopfler e Keith Jarret. Convivenze difficili ma non impossibili. Con l’età mi avvicino alla musica classica e all’opera. Una stagione per tutto.

Il personaggio televisivo che preferisci?

Non ho la televisione da inizio anno. Mai stato meglio. Non saprei chi dire. Dico Milena Gabanelli perché è una rappresentante di una specie in via d’estinzione, il giornalista d’inchiesta bravo e corretto. Tutt’altro che morbido, anzi. Ma che parte da una notizia, non da una tesi da dimostrare.

Attore preferito?

Non uno. Jack Nicholson, Al Pacino, Robert De Niro, Dustin Hoffman… insomma, i grandi vecchi. Dei giovani, mi piace Jim Carey. Ci sono attori italiani che, secondo me, scontano la loro italianità altrimenti sarebbero star internazionali. Penso ad Alessandro Haber, ma anche a Kim Rossi Stuart. Roberto Benigni è uno che ce l’ha fatta, ma con un film di quelli che ce n’è uno al secolo.

Attrice preferita?

La più brava: Meryl Streep. Auguro a Julia Roberts di lasciarsi invecchiare bene. Dico questo perché la mia cotta adolescenziale era per Meg Ryan. Ragazza bellissima, sulla soglia dei 40 si è rifatta talmente che ora sembra Moira Orfei. O uno degli elefanti.

Tuo film preferito?
C’era una volta in America, di Sergio Leone. L’epica dei gangster nell’America del proibizionismo. Capolavoro.

Pittore preferito?
Piero della Francesca e Salvador Dalì. Anche qui, convivenza difficile… ma entusiasmante.

Quel che detesti più di tutto?

Antiviolento per natura, detesto quella fisica e quella verbale. E gli atteggiamenti violenti. Includo quelli arroganti e superbi nel novero.

Stato attuale del tuo animo?

Sereno, ovviamente.

Il tuo motto?

Punta alto, a tornar giù si fa sempre in tempo. E il suo corollario: al meglio non c’è mai fine.

Quando pubblicherai il prossimo libro?

Il secondo romanzo sarà consegnato all’agente a fine luglio. Da qui in poi, si entra nella fase dell’imprevedibile. “La giustizia dei martiri” mi ha regalato tanta soddisfazione. Spero che trovi una sua via “di carta”, presto o tardi. Spero e sogno. “Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso”. Questo è De Andrè.

 

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