Il vento sussurra è la storia di un viaggio, reale e mentale, di tre fratelli di Padstow, che si rivela poi però come un archetipo della condizione umana stessa. Esso si divide in tre parti, diverse eppure collegate da un sottile fil rouge esistenziale. Che si tratti del disperato e contemplativo Nadir, delle atmosfere pseudo-metafisiche e suggestive di Sogno di un demiurgo dormiente o della lucente filosofia di Eden del tempo, l’itinerario procede con ferite ma non senza arricchimenti, sotto la spinta di un monologo interiore che si tinge di nuovi spunti ed originalità. Inframmezzati nella narrazione spiccano ventuno diversi componimenti poetici, di diversa lunghezza e vario argomento, ma sempre contraddistinti da quel profumo esistenziale, quasi zen che pervade l’intera opera. La voce narrante rinuncia ad essere padrona indiscussa delle pagine ma senza cederle del tutto, celandosi nel pensiero dei diversi personaggi la cui analisi interiore è portata avanti nei singoli avvenimenti. Le influenze si spargono nel tempo e nei generi, andando da Dante a Hesse, da Kipling a Tolkien, da Wilde a Basho, dalla Bibbia a Freud, tingendo di colori cangianti un disegno comunque non solo legato alle fonti d’ispirazione ma anche innovativo.
Marco Abundo è uno studente universitario di Ingegneria Informatica, vive a Roma ma è nato in Abruzzo 20 anni fa. Interessato alla vena più esistenziale dell’arte, al pensiero orientale, in particolare allo zen, alle antiche mitologie e alla letteratura anglofona, propone una chiave di lettura personale della scrittura, a metà strada tra introspezione, follia, razionalità e misticismo. Nel 2001 riceve il titolo di poeta junior dall'Accademia d'Abruzzo e un suo testo viene diffuso nelle fermate degli autobus di Pescara. Suoi componimenti poetici sono stati premiati nelle edizioni 2002, 2003, 2004, 2005 del premio letterario di Canosa Sannita. Nei primi mesi del 2006, vengono inserite sue poesie nelle antologie sul tempo e sull’amore firmate Giulio Perrone Editore, in riferimento al premio letterario Una poesia per emergere. Nell'ottobre 2006 vince il premio Il Giralibro proprio con Il vento sussurra. Questo intenso anno finisce con la partecipazione all'originale antologia Sempre caro mi fu quest'ermo frigo (GPE), incentrata sul tema del cibo, anche visto in chiave ironica.