Una città, Taranto, descritta con un taglio inconsueto e a volte
spiazzante. Materia del libro sono i corpi, le vie, i mercati tarantini,
gli occhi dei ragazzi di strada, la sensualità delle donne affacciate ai
balconi, uomini persi in periferie senza scampo e insenature tanto belle
quanto aggredite dalla violenza del progresso scriteriato. Per questa
narrazione, Cosimo Argentina segue un itinerario personale, scrive una
sorta di pamphlet, che si discosta dal saggio restando però sempre
fedele a un principio di verità e onestà intellettuale. Ne consegue che
per staccarsi dal modo canonico di descrivere la città, l'autore deve
prendere le distanze da un linguaggio formale, letterario, e tentare di
aderire con la lingua ai suoni, agli schiamazzi dei vicoli della città
dei due mari, al rumore della risacca lungo il litorale ionico;
rivisitare il contrasto tra i resti del tempio di Poseidone e i veleni
ossessivi delle acciaierie, ma mimare anche il respiro dei mercati
ortofrutticoli. 25 brevi capitoli che vanno dalla Marina militare alla
baia di lido Silvana; dal popolo tarantino alla strada simbolo della
città; dai quartieri periferici alle vie dove ancora palpita il cuore
urbano; dal cibo al difficile rapporto di Taranto con l'lIva; dal
mercato Fadini - vero souk mediterraneo - all'impressionante elenco di
omicidi che ha segnato un periodo della vita cittadina.