Rosa canina
“I suoi anni erano quasi cinquanta e altri dieci gliene restavano da vivere.”
Ancora fanciullo, il conte Euridanio di Villalta era solito trascorrere le giornate – lui, figlio del potente e inflessibile conte Giovanni – assieme a un gruppo di ragazzi cenciosi che, inorgogliti dal suo interesse, lo fecero entrare nella loro fratellanza, la famiglia del firri. Aspettando Madrefiumara, “regina delle acque e degli alberi”, e auspicando di emulare la natura della rosa canina, “tra le spine far nascere fiori”, essi crebbero e maturarono, passando attraverso le prove che la vita aveva riservato. Alcuni caddero. Altri seguirono il proprio destino. Ma “la notte finisce così: come finiscono le cose”, e allora Euridanio abbandona il palazzo del padre e va a vivere per sempre sul suo Aspromonte, da solo. Soltanto così potrà comprendere i sentimenti e l’essenza degli uomini. Marcello Borgese dà vita a una storia affascinante, ricca di una saggezza evocativa del senso costante che, al di sotto delle mutevoli vicende umane, scandisce l’ordine sereno dell’essere.
Marcello Borgese è nato a Polistena (RC) nel 1947. Laureato in Economia e Commercio, ha svolto l’attività di addetto alle esercitazioni di Economia Politica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Reggio Calabria. Dal 1976 opera presso enti pubblici territoriali in qualità di dirigente. Ha pubblicato diversi lavori in tema di finanza ed economia degli enti locali. Il romanzo Rosa canina è la sua prima opera di narrativa.