PREFAZIONE – ALLO
SPECCHIO
Nessuna storia è mai uguale ad un’altra. Questa tanto meno.
La storia di Maria, che ripercorre sul filo della memoria gli echi di un
passato mai troppo passato.
Una confessione che si sgrana lenta come in un rosario, e che rivela
l’imperfetta esistenza di ognuno di noi, celata dietro apparenze di
normalità e di quotidiano, ordinario vivere.
La protagonista di questa storia non è una donna qualunque. È una
persona che ha visto e vissuto, ha sentito, toccato, sofferto e continua
ad aggrapparsi all’idea di una felicità che ogni volta le è sfuggita.
Segnata da una tragedia che non ha saputo o potuto controllare, è stata
in grado di emergere da un passato di ombre, ma è più forte in lei il
desiderio di tornare al ricordo che apre ferite profonde e antiche.
È come se gli eventi che hanno segnato la sua vita fossero lì, davanti a
lei, così come i volti delle persone che ha amato e dei fantasmi che
vorrebbe, ma non può, dimenticare. Tutto in poche ore, in un racconto
rivolto alla prima persona che si è trovata davanti alla fermata di un
autobus qualunque in un giorno qualunque.
Sullo sfondo, una città che non è la sua, ma che a suo modo ama, lontana
dagli echi di una Sicilia troppo lontana da raggiungere se non con il
ricordo.
Maria non ha più voglia di desiderare altro se non quello che ha già
avuto. La sua spicciola saggezza la rende donna, ma tradisce a tratti un
sapore infantile, che si palesa nel legame profondo con la madre, la
“persona che ho amato di più nella mia vita”.
Uno sfogo, quello di Maria, che serve a liberarsi l’anima. La stessa
storia che tante volte ha ripercorso nella mente. Ma stavolta è diverso:
parla davvero, per la prima volta.
Forse anche per l’ultima, prima di andare via lasciandoci un po’ di
amarezza, come le cose che non ritornano.
La sequenza puramente diacronica dei capitoli, ognuno con il nome di una
persona che le affiora nel ricordo, si articola in una prosa incisiva e
lineare, come il fluire dei suoi pensieri.
Con una delicatezza di parole dal sapore antico, questo romanzo
rappresenta la piccola boa galleggiante alla quale ciascuno di noi, con
la sua storia personale, può aggrapparsi per non affogare.
(Nino Randazzo)