Thomas Jay
entra in riformatorio a dodici anni. Sacrificato a una società lontana
dall’uomo, vittima di ideali così forti da non saperli gestire, non sarà
più in grado di uscire dalla spirale di avvenimenti che lo porteranno
all’ergastolo. Ma Thomas Jay saprà intrecciare dolore e forza, paura e
orgoglio, colpa e redenzione, amore, amicizia, sacrificio e anarchia, in
una trama di sentieri che lo porteranno alla consapevolezza della
propria grandezza interiore.
Un romanzo epistolare, in cui le lettere cedono la propria intimità al
lettore, per farsi portatrici di un universale anelito alla libertà.
Alessandra Libutti tratteggia con sensibilità impressionista personaggi
densi e profondi, che emergono dalle pagine con la forza del loro
carattere, solo appena spinti da uno stile rigoroso e attento.
La lucida architettura di eventi, rimandi e legami che si intessono tra
le lettere conferma la mano felice di una narratrice capace di costruire
una storia senza cedimenti, in cui fatti, personaggi e sentimenti
trovano la migliore armonia.
"...la nostra immaginazione, anche la più aberrante, è sempre
innocente".