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L' assurdo respiro delle cose tremule
Antonio Messina

 

L' assurdo respiro delle cose tremule Autore: Messina Antonio
126 p. - euro 13,20
2003 - Editore:L'Autore Libri Firenze
Collana Biblioteca 80. Narratori
ISBN 88-517-0266-7

SITO LETTERARIO www.antoniomessina.com

 

Il Gazzettino di Padova
La vida es sueño
di Francesca Scapinelli

La vida es sueño", scriveva nel Seicento lo spagnolo Calderón De La Barca: 
"La vita è sogno". Il binomio realtà-immaginazione è da sempre al centro 
della riflessione poetica, letteraria e filosofica e, nell'epoca del surf 
virtuale, non cessa di affascinare. Torna in maniera del tutto originale e 
stimolante anche tra i temi del recente romanzo "L'assurdo respiro delle 
cose tremule", opera prima di Antonio Messina, nato a Partanna (Trapani) ma 
padovano d'adozione ed innamorato del Veneto. Il libro, edito da "L'Autore 
Libri-Firenze", si può definire di tipo fantastico o fantasy noir ma va ben 
oltre qualsiasi intento classificatorio e offre una lettura di quelle che 
colpiscono e arricchiscono. Nelle sue 124 pagine, di prosa fluente se pur 
costantemente sorvegliata ed elegante, il mondo irreale di Ritron si 
contrappone alla quotidianità di Terramare, il Bene al Male, la verità alle 
illusioni. «La realtà a volte non racchiude nessuna meraviglia, ecco il 
motivo per il quale gli uomini, ogni tanto, dovrebbero chiudere gli occhi e 
sognare - ha dichiarato l'autore - senza per questo smarrire il significato 
della vera esistenza. Cosa sarebbe la nostra vita senza sogni e desideri? 
Nulla sarebbe, sarebbe solo una lunga corsa verso l'oblio». "L'assurdo 
respiro delle cose tremule" si pone dunque come quell'insieme salvifico di 
ideali e speranze, i soli valori che, insieme all'amore, alla tolleranza, 
alla fratellanza e all'altruismo, permettono di vivere in maniera piena e di 
accorciare le distanze tra Terramare e Ritron. «Le cose tremule sono i 
sogni, le carezze, i sorrisi, quel senso smisurato di felicità che spesso 
invade i nostri cuori», ha detto ancora lo scrittore. Tra i tanti personaggi 
del romanzo, ognuno dei quali ha qualcosa da trasmetterci, la scrittrice 
Aiscia (che Messina ha riconosciuto come il proprio alter ego), la bambina 
"felicemente ammalata" Nattullami (attraverso la cui dolcezza si sfiora 
efficacemente il tema dei "diversamente abili" e di chi sente il mondo in 
maniera diversa e più vera dei cosiddetti normali), Eliseo, il signor 
Nortir, il dottor Stroll e tutto il popolo di Ritron. Alternando descrizioni 
e dialoghi costruiti con molta abilità, le pagine si fanno leggere tutte 
d'un fiato e il lettore vi trova fino alla fine le vicende di un universo 
poetico e a volte tragico, che lo aiutano a capire cosa si nasconde sotto la 
superficie delle cose.

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IL GAZZETTINO DI PADOVA
LA CURIOSITA' PRIMA PAGINA
A Giarre , frazione di Abano Terme lo conoscono tutti, ma la sua" fama" va 
sicuramente oltre, soprattutto da quando l'anno scorso è uscito il suo primo 
libro" L'assurdo respiro delle cose tremule", un romanzo fantasy che sta 
facendo con successo il giro d'Italia. E' Antonio Messina, siciliano 
d'origine e padovano d'adozione. Del suo esordio narrativo ne ha parlato, 
con ottime recensioni la stampa locale e nazionale e lui, da quando ha 
cominciato a leggere non ha fatto che divorare libri di Ray Bradbury, George 
Orwell e Tolkien, può ben sperare di essere arrivato alla svolta della sua 
vita. Una svolta sognata con passione e con pazienza. Un sogno inseguito con 
tenacia e tanto ottimismo. Perché senza i sogni, e lo ha detto proprio lui, 
la vita non avrebbe senso. Attualmente Messina sta lavorando alla sua 
seconda opera, pronta tra breve. Per ora il titolo resta top secret, ma per 
quel poco che ci è dato sapere, ci troveremo di fronte ad un successo bis. 
Il genere è sempre lo stesso: questa volta però il personaggio protagonista 
del romanzo, narrato in prima persona, sarà al centro di un viaggio alla 
scoperta dell'essenza della vita, in un mondo fantastico popolato da 
personaggi apparentamente evanescenti e tranquilli, ma che in realtà 
nascondono tutte le contraddizioni dell'esistenza. Il nostro eroe si 
innamorerà di questo mondo e si troverà a dover compiere una scelta 
definitiva. Non sveliamo il finale, diciamo solo che se Messina confermerà 
l'originalità, la freschezza e l'inventiva del primo romanzo, la risposta 
del pubblicon non potrà essere che positiva.

Roberta Benedetto



Venerdì 17 ottobre 2003

Il Giornale di Sicilia

Partanna: per il romanzo di Antonio Messina

Ha finora venduto mille copie " L'assurdo respiro delle cose tremule", il 
romanzo fantasy-noir, scritto dal partannese Antonio Messina. Un successo 
importante, considerato che l'autore era al suo esordio narrativo. Edito 
dalla Firenze Libri, narra la storia che contrappone l'isola di "Ritron", 
che rappresenta il mondo fantastico con " Terramare", il mondo reale con la 
sua quotidianità spesso futile. Diversi personaggi animano la pagine del 
libro, come Aiscia, Nattullami la bambina felicemente ammalata, Eliseo, il 
dott. Stroll. Un libro nel quale Messina invita il lettore a lasciarsi 
traportare dei sogni e, afferma " che le cose tremule sono le carezze, i 
sogni, quel senso smisurato di felicità che spesso invade i nostri cuori". 
Il volume, del quale la precedente giunta guidata dall'ex sindaco Benedetto 
Biundo ha acquistato 150 copie, ha ricevuto ottime recensioni da parte della 
critica. L'autore pubblicherà, entro i primi mesi del prossimo anno, un 
altro volume.
Giuseppe Petralia



diAntonio Messina
L'Autore Libri Firenze PAGINAZERO




Voglio cominciare questa recensione sottolineando come, nel panorama 
editoriale italiano, sia difficile che un libro pubblicato da una piccola 
casa editrice, come in questo caso "L'Autore Firenze Libri", riesca a 
vendere in poco tempo oltre un migliaio di copie. Questo di per sé non è una 
dato di merito, quanto una piacevole constatazione del fatto che se vi sono 
testi di valore adeguatamente promossi e pubblicizzati, questi "miracoli" 
italiani possano diventare meno miracoli e più consuetudine.
Detto questo, partirei soffermandomi sul titolo del libro di Antonio 
Messina, esordiente nato in provincia di Trapani e padovano d'adozione: 
"L'assurdo respiro delle cose tremule" è un gran bel titolo, pieno di 
suggestioni e ricco di fascino. E' uno di quei titoli "azzeccati" che lascia 
il sapore della curiosità e della voglia di leggere. In più è un titolo 
centrato in relazione al contenuto e al messaggio che il libro vuole 
trasmettere.
Il libro vive di contrapposizioni. Prima di tutto fra il mondo reale e il 
mondo fantastico, fra il mondo com'è e come dovrebbe essere, fra il bene e 
il male. L'irrealtà della vita a Ritron si scontra con la realtà distaccata 
e fredda di Terramare, il terrore di una possibile catastrofe che si può 
abbattere si contrappone alla speranza, al sogno, all'immaginazione. Questa 
dicotomia non è casuale e Antonio Messina la conduce fino a farla diventare 
metafora della nostra vita, del nostro quotidiano, delle nostre relazioni. 
Tutto il libro è simbolo di quello che accade, è ammonizione, è volontà di 
indicare le cattive strade fino ad ora seguite e sognarne altre. Per questo, 
"L'assurdo respiro delle cose tremule" potrebbe essere inserito nel 
cosiddetto filone delle opere letterarie distopiche, come "Il Mondo Nuovo" 
di Huxley, "La macchina del tempo" di Wells o "1984" di Orwell. In questo 
scarto, in questi mondi reali e irreali vivono i personaggi, alcuni dei 
quali descritti in modo perfetto rispetto alla narrazione. Personaggi che si 
spostano anche loro sulle linee di confine dell'assurdo e del reale, 
seguendo le ambientazioni in una sorta di tutt'uno che poi, con il passare 
delle pagine, si delinea sempre meglio.
Una prova d'esordio convincente, sorretta in particolare da una scrittura 
mai banale e piatta, ma sempre sostenuta, vivida, incisiva. E' quest'ultimo 
aspetto che fa ben sperare anche per le prossime prove dell'autore.


Il Mattino di Padova
Fantasy noir a braccetto nell'opera prima di Messina
di Eugenio Garzotto

Il mondo reale che si compenetra con una terra di sogno, in continua 
costruzione ed evoluzione. Un pianeta magico, che rischia però di 
dissolversi sotto i "colpi" della sua "controparte" materiale - dominata 
dall'odio, dalla paura, dalla rassegnazione - che inizia lentamente, ma 
inesorabilmente, a corroderne le strutture portanti. Il preavviso della 
distruzione imminente è una furibonda tempesta che costringe la razza dei 
Solitari a fuggire dalla propria terra. E' d'improvviso in bilico il futuro 
di una landa di sogno il cui destino è nelle mani di un manipolo di veggenti 
e guerrieri che si dovranno battere per la salvezza di Ritron, il luogo del 
"fantastico", contrapposto alla tangibile, feroce freddezza di Terramare. 
Lascia piacevolmente stupefatti, per l'originalità della trama, L'assurdo 
respiro delle cose tremule (L'autore Libri di Firenze, pagg. 124, 13,20 
euro), esordio letterario di Antonio Messina, nato a Partanna ma padovano 
d'adozione. Il suo autore lo definisce un "fantasy-noir" ricco di rimandi 
letterari - da Ray Bradbury a George Orwell, da R. R. Tolkien a Robert E. 
Howard - rivisitati con intelligenza e acume per darci la possibilità di 
leggere una storia affascinante, sempre a cavallo fra l'ordinaria, e spesso 
terribile realtà dei nostri giorni, e il suo contrappunto onirico, ma non 
meno reale per chi lo abita. Colpiscono lo stile ricco, immaginifico, la 
complessità psicologica dei personaggi (l'orgogliosa Aiscia, il fragile 
Eliseo, la dolente Nattullami, il rude Orundus, l'enigmatico sensitivo 
Metaurus, fra i principali) e l'azione che si snoda fra continui colpi di 
scena, sempre pervasa però di una struggente malinconia. Anche se va 
sottolineata una certa "pesantezza" dei primi capitoli, in cui compaiono 
quasi simultaneamente troppi personaggi, che rischiano di confondere il 
lettore. Ad ogni modo, una cifra narrativa che fa de L'assurdo respiro delle 
cose tremule un libro che, pur inserendosi in un filone che sta conoscendo 
una seconda giovinezza (con un'eccessiva proliferazione di titoli), colpisce 
per la sua freschezza e inventiva, che rielabora i canoni stilistici del 
genere.




"La Scrittura"


Giornalista Liliana Pinta, premio internazionale "Via Ripetta", organizzato 
da A. Stango editore per la narrativa.

Sono state tante le sensazioni che il libro di Messina mi ha regalato, resto 
però convinta, che per una profonda, adeguata comprensione del testo è utile 
una riflessione post lettura che allunga il tempo d'attenzione ma ne 
migliora la fruizione.
Dal profilo stilistico, lessicale e per quanto riguarda il puro impianto 
narrativo, l'opera è deliziosa, il linguaggio appropriato, scorrevole, con 
un utilizzo di termini tratti dal quotidiano o inusitati, fatto con perizia 
ed eccezionale gusto dell'estetica narrativa.
Una motivazione di gioia profonda si è aggiunta alla lettura che è stata 
superbamente goduta, ed è la certezza che un uomo di cultura siciliano, 
offre al mondo letterario un'opera di grande livello, in un periodo nel 
quale c'è un assurdo proliferare di opera prime ed ultime di nessun valore.
Va aggiunta una nota che è sicuramente personale ed è quella riguardante la 
lettura della realtà attuale.
Il nostro povero e ricchissimo mondo, pressoché globalizzato, infermo per le 
tante problematiche conflittuali, ancora scosso da una nuova povertà, 
fisica, intellettuale e dei costumi, può essere arricchito da analisi 
corrette e da visioni colte del suo intimo essere. La nostra realtà è 
malata, molte menti sono malate, di un male oscuro e moderno: si è smarrito 
il vero senso dell'essere.
Messina è Donchisciottesco, amabile, ci aiuta a decifrare la realtà 
utilizzando il fantastico, utilizzando assiomi essenziali applicati alla 
fantasia, che poi si adeguano alla realtà, si appiccicano come lucide 
etichette alla vita dei personaggi, che siamo noi: siamo tutti noi, le 
nostre famiglie, i nostri figli, le nostre pene, i nostri sogni.
E' riduttivo considerare che l'autore abbia pensato alla vita di tutti noi 
come un grande palcoscenico nel quale siamo tutti attori, marionette pronte 
a recitare un ruolo imposto e, poi da chi?
L'autore ha pensato al grande palcoscenico dell'esistenza, ai grandi miti, 
alle illusioni dell'esistenza dell'uomo e ha cercato la soluzione possibile: 
scavare, cercare, andare con i pensieri, con i comportamenti oltre le 
superficie delle cose.
Lodevole l'affermazione tacita dell'autore: un mondo senza valori, un mondo 
come quello che spesso subiamo ci condurrà verso la distruzione. Bisogna 
riscoprire l'amore, l'altruismo, bisogna trovare la pace e la fratellanza.
Questo libro non è la rivincita sulle assurdità, sul male che si vuole 
prendere l'autore; è la rivincita di tutti noi, la speranza per tutti, la 
rivalutazione dei sogni quale mezzo per vivere meglio, senza per questo 
distruggere il cosiddetto e pur amato mondo reale.
Antonio Messina ha trovato il fantastico nell'elaborazione del mondo reale, 
ha interrotto la corsa umana verso il totale oblio, fornendo ai lettori la 
verità degli strumenti da usare, come nei campi la zappa, l'aratro, le mani, 
e nella vita misera di noi umili lettori, lui ha lanciato l'idea di 
continuare a desiderare e a sognare.
La finestra di Nattulami, un buco che accoglie la somma conoscenza, 
rappresenta la speranza; è la proiezione verso i pensieri che devono 
scendere, scavare, andare sotto la superficie, per trovare un mondo 
migliore.
In questo percettibile viaggio tra gli eventi, scopriremo la nostra vera 
natura o tutto quello che possediamo rappresenta solo una realtà fittizia? 
si interroga l'autore, in uno dei dialoghi più interessanti dal profilo 
tecnico stilistico. Qui il primum movens dell'ispirazione non è coatto 
all'ipotesi di trama; qui l'autore a mani giunte, confessa a se stesso, a 
noi, al mondo dell'intellegibile:
"Vuoi dire che non riusciamo a scindere al reale dall'immaginario?"
"Qualcosa di simile Nattullami. Chi può dire se stiamo vivendo, sognando, se 
siamo farfalle o nuvole, parole senza significato, aquiloni o bambini 
capricciosi?: nessuno, nemmeno i filosofi possono affermare questa tremenda 
verità".
Attorno al libro io vedo una miriade di altri intrecci possibili, di altre 
storie timidamente accennate, ma già complete e rifinite nella mente 
dell'autore, tanto da dare, da offrire, con la dolce cautela la quale pur 
con coraggio l'autore ci avvezza in questo romanzo. Cautela peraltro 
utilizzata nel tema centrale della vita dell'uomo in generale e dell'uomo 
Messina in particolare: l'amore avulso dalla fisicità, accennato nelle gioie 
e nelle sofferenze, ma vero, presente, ricercato e tangibile.
L'autore a volte è incredulo, come i suoi personaggi, spesso coscientemente 
dolente, dolcemente speranzoso e comunque grande; ci aiuta a sognare, ci 
sottrae dal cumulo informe dell'appiattimento quotidiano, ci fornisce i 
mezzi per sognare, le parole per riflettere, gli intrecci per costruire: ci 
suggerisce infine l'assurdo respiro delle cose tremule.


Antonio Messina il nostro scrittore aponense
Articolo apparso sul periodico delle Terme Euganee
INFORMABANO e MONTEGROTTO
Anno VII n. 43 Aprile2003

Ruoli ben definiti, personaggi unici, una miriade di popoli animano le 
pagine del romanzo"L'assurdo respiro delle cose tremule".

Nel fluire centrifugo degli eventi, il lettore coglie un'unica tendenza: il 
desiderio di conoscere, di scoprire di ricercare, di riflettere l'essenza 
della vita, la verità assoluta, e mai trovata, che da secoli agita l'animo 
dell'uomo. Luoghi fantastici descritti in modo dettagliato e magniloquente; 
periodi compositi che fanno conoscere mondi senza tempo, cristallini, quasi 
immobili e finemente immateriali e, simultaneamente gli stessi, appaiono 
distrutti da eventi naturali e catastrofici, come piogge o uragani.
Il racconto parte da un preciso momento temporale" una mattina di novembre", 
ma, a poco a poco immette in una realtà atemporale e delicatamente 
nichilista. La classificazione tra esseri inferiori ed esseri superiori si 
materializza fin dalle prime battute, ma nel corso degli eventi, l'autore 
rende chiaro, all'occhio del lettore, che quella distinzione rappresenta una 
trasvalutazione di tutte le certezze. I personaggi accettano i loro ruoli 
con eroismo alferiano, calpestano la scena di un teatro, entrano, recitano, 
si allontanano, poi scompaiono quando la loro parte è finita; un perfetto 
equilibrio che ci ricorda, vagamente, le anime dantesche nella gran trilogia 
della Divina Commedia.
Il binomio Dio-Lucifero è parallelo al binomio Emulo-Tiranno.
L'amore aleggia in tutto il romanzo, avulso dalla fisicità e a volte anche 
rinunciatario e raggiunge i meandri più profondi delle anime di questi 
attori/personaggi e di tutti noi umili lettori.
I feed-back s'intrecciano e alla fine tutto appare chiaro: il mondo non ha 
nessuna speranza di vivere l'essenza della propria esistenza. L'autore 
rivela a pieno la crisi dell'uomo del duemila, un essere privo di ideali, di 
certezze, di verità assoluta, di valori, egli dichiara con forza 
nietzchiana, la morte dell'uomo. Ha creato un oltreuomo: Nortir, ma alla 
fine lo ha visto morire.
Ovviamente drammatico, ma carico di gioie profonde, nichilista ma pervaso da 
una mistica speranza, animato dall'odio distruttivo, ma capace di esaltare 
l'amore costruttivo.
Le due linee del bene e del male camminano parallele, ma la sensazione 
ultima è quella di rivalsa, d'incentivo e di sfida data all'uomo 
contemporaneo, affinchè faccia prevalere nella vita i giusti valori, i 
supremi ideali, l'amore, la fratellanza e la tolleranza, secondo quella 
morale kantiana che deve sorreggere l'uomo di tutti i tempi. L'autore, in 
poche battute, ci invita a seguire il modo equilibrato, proprio quella 
morale che recita:" tu devi perché devi", secondo l'imperativo categorico 
che abbiamo ereditato dal grande Kant, il filosofo de"Il cielo stellato 
sopra di noi e la legge morale dentro di noi".

A parer mio una nuova stella letteraria si aggiunge nel vasto firmamento 
delle grandi opere di narrativa, e un augurio sincero e di cuore giunge da 
un lettore, che ha sentito il bisogno di comunicare agli altri la gioia 
immensa provata nel viaggiare sui binari de"L'Assurdo Respiro delle Cose 
Tremule".

Aldo Francisci editore







Guida Lidia Supereva


"L'antico popolo di Ritron si trovava di fronte a una tragedia senza 
confini, un subdolo flagello che stava devastando l'anima del pianeta e il 
cuore dei suoi abitanti. I Solitari soffrivano nel vedere la terra fertile 
tramutarsi in fogne putride... All'inizio, in quella culla di felice estasi, 
la gente si era illusa di poter vivere la propria esistenza dimenticando le 
incertezze del quotidiano, ma non aveva fatto i conti con le forze del 
male...Per quale oscuro motivo quel mondo umidiccio era trafitto da una 
forza ostile?...A chi somigliano quelle presenze delicate, quegli uomini che 
tentavano di rubare sogni e desideri?C'era un futuro a Ritron?...

"Questa, in sintesi, la trama di L'assurdo respiro delle cose Tremule, 
un'opera fantasy, esordio di Antonio Messina, nato a Partanna, ma residente 
a Padova.Il fatto che abbia venduto quasi mille copie in breve tempo e le 
recensioni più che positive ricevute anche dalla stampa nazionale 
testimoniano l'interesse per una lettura che si propone fra i libri da 
mettere in valigia in questa torrida estate!Vi invito inoltre a visitare il 
sito dell'autore che vi permetterà di conoscere meglio l'opera ed il suo 
artifice attraverso recensioni, commenti e un'intervista.




L'assurdo respiro delle cose tremule

Il romanzo che evoca un mondo lontano attraverso la potenza immaginativa di 
un autore, Antonio Messina, di cui si apprezzano indiscusse e notevoli doti 
si sensibilità e di eleganza. Ma anche un successo di pubblico, che 
testimonia il grande interesse per una storia veramente originale Ritron è 
un mondo votato alla lenta, ma apparentemente ineluttabile, distruzione. 
Popolato da personaggi che possono ricordare i miti, le fiabe o i romanzi 
della migliore tradizione fantasy, assume, via via che proseguiamo la 
lettura, contorni sempre più precisi, pur mantenendo un alone di mistero. 
"Ritron in fondo è lo specchio magico, che riflette, distorcendoli, i 
desideri della tua vita. Ritron è la gran passione, l'estremo desiderio di 
non essere soli e di condividere con gli altri la nostra precaria avventura" 
- spiega Nortir ad Aiscia, una scrittrice, il cui compito è quello di 
portare a termine la storia che ha cominciato, mettendo ordine nel caos dei 
propri pensieri e della propria mente e riuscendo, forse, a salvare Ritron. 
E in un continuo passaggio da un mondo all'altro, in una successione di 
brevi capitoli che porteranno alla comprensione del significato di questo 
universo parallelo che trae energia vitale dai nostri pensieri, dalle nostre 
parole e dai nostri sogni, veniamo a conoscere lo sguardo penetrante di un 
autore che non si accontenta di guardare superficialmente le persone e le 
cose che lo circondano, ma che intende carpirne il segreto, scoprirne 
l'essenza. Stupisce, di Antonio Messina, la capacità nel creare metafore, 
nel dar vita a immagini vivide e chiare, nel regalarci un mondo lontano, 
diverso eppure vero. In breve, la capacità di comprendere l'assurdo respiro 
delle cose tremule.




Lidia Gualdoni

 

 

 


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