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L'
assurdo respiro delle cose tremule
Antonio Messina
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L' assurdo
respiro delle cose tremule Autore: Messina Antonio SITO LETTERARIO www.antoniomessina.com |
Il Gazzettino di Padova
La vida es sueño
di Francesca Scapinelli
La vida es sueño", scriveva nel Seicento lo spagnolo Calderón De La Barca:
"La vita è sogno". Il binomio realtà-immaginazione è da sempre al centro
della riflessione poetica, letteraria e filosofica e, nell'epoca del surf
virtuale, non cessa di affascinare. Torna in maniera del tutto originale e
stimolante anche tra i temi del recente romanzo "L'assurdo respiro delle
cose tremule", opera prima di Antonio Messina, nato a Partanna (Trapani) ma
padovano d'adozione ed innamorato del Veneto. Il libro, edito da "L'Autore
Libri-Firenze", si può definire di tipo fantastico o fantasy noir ma va ben
oltre qualsiasi intento classificatorio e offre una lettura di quelle che
colpiscono e arricchiscono. Nelle sue 124 pagine, di prosa fluente se pur
costantemente sorvegliata ed elegante, il mondo irreale di Ritron si
contrappone alla quotidianità di Terramare, il Bene al Male, la verità alle
illusioni. «La realtà a volte non racchiude nessuna meraviglia, ecco il
motivo per il quale gli uomini, ogni tanto, dovrebbero chiudere gli occhi e
sognare - ha dichiarato l'autore - senza per questo smarrire il significato
della vera esistenza. Cosa sarebbe la nostra vita senza sogni e desideri?
Nulla sarebbe, sarebbe solo una lunga corsa verso l'oblio». "L'assurdo
respiro delle cose tremule" si pone dunque come quell'insieme salvifico di
ideali e speranze, i soli valori che, insieme all'amore, alla tolleranza,
alla fratellanza e all'altruismo, permettono di vivere in maniera piena e di
accorciare le distanze tra Terramare e Ritron. «Le cose tremule sono i
sogni, le carezze, i sorrisi, quel senso smisurato di felicità che spesso
invade i nostri cuori», ha detto ancora lo scrittore. Tra i tanti personaggi
del romanzo, ognuno dei quali ha qualcosa da trasmetterci, la scrittrice
Aiscia (che Messina ha riconosciuto come il proprio alter ego), la bambina
"felicemente ammalata" Nattullami (attraverso la cui dolcezza si sfiora
efficacemente il tema dei "diversamente abili" e di chi sente il mondo in
maniera diversa e più vera dei cosiddetti normali), Eliseo, il signor
Nortir, il dottor Stroll e tutto il popolo di Ritron. Alternando descrizioni
e dialoghi costruiti con molta abilità, le pagine si fanno leggere tutte
d'un fiato e il lettore vi trova fino alla fine le vicende di un universo
poetico e a volte tragico, che lo aiutano a capire cosa si nasconde sotto la
superficie delle cose.
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IL GAZZETTINO DI PADOVA
LA CURIOSITA' PRIMA PAGINA
A Giarre , frazione di Abano Terme lo conoscono tutti, ma la sua" fama" va
sicuramente oltre, soprattutto da quando l'anno scorso è uscito il suo primo
libro" L'assurdo respiro delle cose tremule", un romanzo fantasy che sta
facendo con successo il giro d'Italia. E' Antonio Messina, siciliano
d'origine e padovano d'adozione. Del suo esordio narrativo ne ha parlato,
con ottime recensioni la stampa locale e nazionale e lui, da quando ha
cominciato a leggere non ha fatto che divorare libri di Ray Bradbury, George
Orwell e Tolkien, può ben sperare di essere arrivato alla svolta della sua
vita. Una svolta sognata con passione e con pazienza. Un sogno inseguito con
tenacia e tanto ottimismo. Perché senza i sogni, e lo ha detto proprio lui,
la vita non avrebbe senso. Attualmente Messina sta lavorando alla sua
seconda opera, pronta tra breve. Per ora il titolo resta top secret, ma per
quel poco che ci è dato sapere, ci troveremo di fronte ad un successo bis.
Il genere è sempre lo stesso: questa volta però il personaggio protagonista
del romanzo, narrato in prima persona, sarà al centro di un viaggio alla
scoperta dell'essenza della vita, in un mondo fantastico popolato da
personaggi apparentamente evanescenti e tranquilli, ma che in realtà
nascondono tutte le contraddizioni dell'esistenza. Il nostro eroe si
innamorerà di questo mondo e si troverà a dover compiere una scelta
definitiva. Non sveliamo il finale, diciamo solo che se Messina confermerà
l'originalità, la freschezza e l'inventiva del primo romanzo, la risposta
del pubblicon non potrà essere che positiva.
Roberta Benedetto
Venerdì 17 ottobre 2003
Il Giornale di Sicilia
Partanna: per il romanzo di Antonio Messina
Ha finora venduto mille copie " L'assurdo respiro delle cose tremule", il
romanzo fantasy-noir, scritto dal partannese Antonio Messina. Un successo
importante, considerato che l'autore era al suo esordio narrativo. Edito
dalla Firenze Libri, narra la storia che contrappone l'isola di "Ritron",
che rappresenta il mondo fantastico con " Terramare", il mondo reale con la
sua quotidianità spesso futile. Diversi personaggi animano la pagine del
libro, come Aiscia, Nattullami la bambina felicemente ammalata, Eliseo, il
dott. Stroll. Un libro nel quale Messina invita il lettore a lasciarsi
traportare dei sogni e, afferma " che le cose tremule sono le carezze, i
sogni, quel senso smisurato di felicità che spesso invade i nostri cuori".
Il volume, del quale la precedente giunta guidata dall'ex sindaco Benedetto
Biundo ha acquistato 150 copie, ha ricevuto ottime recensioni da parte della
critica. L'autore pubblicherà, entro i primi mesi del prossimo anno, un
altro volume.
Giuseppe Petralia
diAntonio Messina
L'Autore Libri Firenze PAGINAZERO
Voglio cominciare questa recensione sottolineando come, nel panorama
editoriale italiano, sia difficile che un libro pubblicato da una piccola
casa editrice, come in questo caso "L'Autore Firenze Libri", riesca a
vendere in poco tempo oltre un migliaio di copie. Questo di per sé non è una
dato di merito, quanto una piacevole constatazione del fatto che se vi sono
testi di valore adeguatamente promossi e pubblicizzati, questi "miracoli"
italiani possano diventare meno miracoli e più consuetudine.
Detto questo, partirei soffermandomi sul titolo del libro di Antonio
Messina, esordiente nato in provincia di Trapani e padovano d'adozione:
"L'assurdo respiro delle cose tremule" è un gran bel titolo, pieno di
suggestioni e ricco di fascino. E' uno di quei titoli "azzeccati" che lascia
il sapore della curiosità e della voglia di leggere. In più è un titolo
centrato in relazione al contenuto e al messaggio che il libro vuole
trasmettere.
Il libro vive di contrapposizioni. Prima di tutto fra il mondo reale e il
mondo fantastico, fra il mondo com'è e come dovrebbe essere, fra il bene e
il male. L'irrealtà della vita a Ritron si scontra con la realtà distaccata
e fredda di Terramare, il terrore di una possibile catastrofe che si può
abbattere si contrappone alla speranza, al sogno, all'immaginazione. Questa
dicotomia non è casuale e Antonio Messina la conduce fino a farla diventare
metafora della nostra vita, del nostro quotidiano, delle nostre relazioni.
Tutto il libro è simbolo di quello che accade, è ammonizione, è volontà di
indicare le cattive strade fino ad ora seguite e sognarne altre. Per questo,
"L'assurdo respiro delle cose tremule" potrebbe essere inserito nel
cosiddetto filone delle opere letterarie distopiche, come "Il Mondo Nuovo"
di Huxley, "La macchina del tempo" di Wells o "1984" di Orwell. In questo
scarto, in questi mondi reali e irreali vivono i personaggi, alcuni dei
quali descritti in modo perfetto rispetto alla narrazione. Personaggi che si
spostano anche loro sulle linee di confine dell'assurdo e del reale,
seguendo le ambientazioni in una sorta di tutt'uno che poi, con il passare
delle pagine, si delinea sempre meglio.
Una prova d'esordio convincente, sorretta in particolare da una scrittura
mai banale e piatta, ma sempre sostenuta, vivida, incisiva. E' quest'ultimo
aspetto che fa ben sperare anche per le prossime prove dell'autore.
Il Mattino di Padova
Fantasy noir a braccetto nell'opera prima di Messina
di Eugenio Garzotto
Il mondo reale che si compenetra con una terra di sogno, in continua
costruzione ed evoluzione. Un pianeta magico, che rischia però di
dissolversi sotto i "colpi" della sua "controparte" materiale - dominata
dall'odio, dalla paura, dalla rassegnazione - che inizia lentamente, ma
inesorabilmente, a corroderne le strutture portanti. Il preavviso della
distruzione imminente è una furibonda tempesta che costringe la razza dei
Solitari a fuggire dalla propria terra. E' d'improvviso in bilico il futuro
di una landa di sogno il cui destino è nelle mani di un manipolo di veggenti
e guerrieri che si dovranno battere per la salvezza di Ritron, il luogo del
"fantastico", contrapposto alla tangibile, feroce freddezza di Terramare.
Lascia piacevolmente stupefatti, per l'originalità della trama, L'assurdo
respiro delle cose tremule (L'autore Libri di Firenze, pagg. 124, 13,20
euro), esordio letterario di Antonio Messina, nato a Partanna ma padovano
d'adozione. Il suo autore lo definisce un "fantasy-noir" ricco di rimandi
letterari - da Ray Bradbury a George Orwell, da R. R. Tolkien a Robert E.
Howard - rivisitati con intelligenza e acume per darci la possibilità di
leggere una storia affascinante, sempre a cavallo fra l'ordinaria, e spesso
terribile realtà dei nostri giorni, e il suo contrappunto onirico, ma non
meno reale per chi lo abita. Colpiscono lo stile ricco, immaginifico, la
complessità psicologica dei personaggi (l'orgogliosa Aiscia, il fragile
Eliseo, la dolente Nattullami, il rude Orundus, l'enigmatico sensitivo
Metaurus, fra i principali) e l'azione che si snoda fra continui colpi di
scena, sempre pervasa però di una struggente malinconia. Anche se va
sottolineata una certa "pesantezza" dei primi capitoli, in cui compaiono
quasi simultaneamente troppi personaggi, che rischiano di confondere il
lettore. Ad ogni modo, una cifra narrativa che fa de L'assurdo respiro delle
cose tremule un libro che, pur inserendosi in un filone che sta conoscendo
una seconda giovinezza (con un'eccessiva proliferazione di titoli), colpisce
per la sua freschezza e inventiva, che rielabora i canoni stilistici del
genere.
"La Scrittura"
Giornalista Liliana Pinta, premio internazionale "Via Ripetta", organizzato
da A. Stango editore per la narrativa.
Sono state tante le sensazioni che il libro di Messina mi ha regalato, resto
però convinta, che per una profonda, adeguata comprensione del testo è utile
una riflessione post lettura che allunga il tempo d'attenzione ma ne
migliora la fruizione.
Dal profilo stilistico, lessicale e per quanto riguarda il puro impianto
narrativo, l'opera è deliziosa, il linguaggio appropriato, scorrevole, con
un utilizzo di termini tratti dal quotidiano o inusitati, fatto con perizia
ed eccezionale gusto dell'estetica narrativa.
Una motivazione di gioia profonda si è aggiunta alla lettura che è stata
superbamente goduta, ed è la certezza che un uomo di cultura siciliano,
offre al mondo letterario un'opera di grande livello, in un periodo nel
quale c'è un assurdo proliferare di opera prime ed ultime di nessun valore.
Va aggiunta una nota che è sicuramente personale ed è quella riguardante la
lettura della realtà attuale.
Il nostro povero e ricchissimo mondo, pressoché globalizzato, infermo per le
tante problematiche conflittuali, ancora scosso da una nuova povertà,
fisica, intellettuale e dei costumi, può essere arricchito da analisi
corrette e da visioni colte del suo intimo essere. La nostra realtà è
malata, molte menti sono malate, di un male oscuro e moderno: si è smarrito
il vero senso dell'essere.
Messina è Donchisciottesco, amabile, ci aiuta a decifrare la realtà
utilizzando il fantastico, utilizzando assiomi essenziali applicati alla
fantasia, che poi si adeguano alla realtà, si appiccicano come lucide
etichette alla vita dei personaggi, che siamo noi: siamo tutti noi, le
nostre famiglie, i nostri figli, le nostre pene, i nostri sogni.
E' riduttivo considerare che l'autore abbia pensato alla vita di tutti noi
come un grande palcoscenico nel quale siamo tutti attori, marionette pronte
a recitare un ruolo imposto e, poi da chi?
L'autore ha pensato al grande palcoscenico dell'esistenza, ai grandi miti,
alle illusioni dell'esistenza dell'uomo e ha cercato la soluzione possibile:
scavare, cercare, andare con i pensieri, con i comportamenti oltre le
superficie delle cose.
Lodevole l'affermazione tacita dell'autore: un mondo senza valori, un mondo
come quello che spesso subiamo ci condurrà verso la distruzione. Bisogna
riscoprire l'amore, l'altruismo, bisogna trovare la pace e la fratellanza.
Questo libro non è la rivincita sulle assurdità, sul male che si vuole
prendere l'autore; è la rivincita di tutti noi, la speranza per tutti, la
rivalutazione dei sogni quale mezzo per vivere meglio, senza per questo
distruggere il cosiddetto e pur amato mondo reale.
Antonio Messina ha trovato il fantastico nell'elaborazione del mondo reale,
ha interrotto la corsa umana verso il totale oblio, fornendo ai lettori la
verità degli strumenti da usare, come nei campi la zappa, l'aratro, le mani,
e nella vita misera di noi umili lettori, lui ha lanciato l'idea di
continuare a desiderare e a sognare.
La finestra di Nattulami, un buco che accoglie la somma conoscenza,
rappresenta la speranza; è la proiezione verso i pensieri che devono
scendere, scavare, andare sotto la superficie, per trovare un mondo
migliore.
In questo percettibile viaggio tra gli eventi, scopriremo la nostra vera
natura o tutto quello che possediamo rappresenta solo una realtà fittizia?
si interroga l'autore, in uno dei dialoghi più interessanti dal profilo
tecnico stilistico. Qui il primum movens dell'ispirazione non è coatto
all'ipotesi di trama; qui l'autore a mani giunte, confessa a se stesso, a
noi, al mondo dell'intellegibile:
"Vuoi dire che non riusciamo a scindere al reale dall'immaginario?"
"Qualcosa di simile Nattullami. Chi può dire se stiamo vivendo, sognando, se
siamo farfalle o nuvole, parole senza significato, aquiloni o bambini
capricciosi?: nessuno, nemmeno i filosofi possono affermare questa tremenda
verità".
Attorno al libro io vedo una miriade di altri intrecci possibili, di altre
storie timidamente accennate, ma già complete e rifinite nella mente
dell'autore, tanto da dare, da offrire, con la dolce cautela la quale pur
con coraggio l'autore ci avvezza in questo romanzo. Cautela peraltro
utilizzata nel tema centrale della vita dell'uomo in generale e dell'uomo
Messina in particolare: l'amore avulso dalla fisicità, accennato nelle gioie
e nelle sofferenze, ma vero, presente, ricercato e tangibile.
L'autore a volte è incredulo, come i suoi personaggi, spesso coscientemente
dolente, dolcemente speranzoso e comunque grande; ci aiuta a sognare, ci
sottrae dal cumulo informe dell'appiattimento quotidiano, ci fornisce i
mezzi per sognare, le parole per riflettere, gli intrecci per costruire: ci
suggerisce infine l'assurdo respiro delle cose tremule.
Antonio Messina il nostro scrittore aponense
Articolo apparso sul periodico delle Terme Euganee
INFORMABANO e MONTEGROTTO
Anno VII n. 43 Aprile2003
Ruoli ben definiti, personaggi unici, una miriade di popoli animano le
pagine del romanzo"L'assurdo respiro delle cose tremule".
Nel fluire centrifugo degli eventi, il lettore coglie un'unica tendenza: il
desiderio di conoscere, di scoprire di ricercare, di riflettere l'essenza
della vita, la verità assoluta, e mai trovata, che da secoli agita l'animo
dell'uomo. Luoghi fantastici descritti in modo dettagliato e magniloquente;
periodi compositi che fanno conoscere mondi senza tempo, cristallini, quasi
immobili e finemente immateriali e, simultaneamente gli stessi, appaiono
distrutti da eventi naturali e catastrofici, come piogge o uragani.
Il racconto parte da un preciso momento temporale" una mattina di novembre",
ma, a poco a poco immette in una realtà atemporale e delicatamente
nichilista. La classificazione tra esseri inferiori ed esseri superiori si
materializza fin dalle prime battute, ma nel corso degli eventi, l'autore
rende chiaro, all'occhio del lettore, che quella distinzione rappresenta una
trasvalutazione di tutte le certezze. I personaggi accettano i loro ruoli
con eroismo alferiano, calpestano la scena di un teatro, entrano, recitano,
si allontanano, poi scompaiono quando la loro parte è finita; un perfetto
equilibrio che ci ricorda, vagamente, le anime dantesche nella gran trilogia
della Divina Commedia.
Il binomio Dio-Lucifero è parallelo al binomio Emulo-Tiranno.
L'amore aleggia in tutto il romanzo, avulso dalla fisicità e a volte anche
rinunciatario e raggiunge i meandri più profondi delle anime di questi
attori/personaggi e di tutti noi umili lettori.
I feed-back s'intrecciano e alla fine tutto appare chiaro: il mondo non ha
nessuna speranza di vivere l'essenza della propria esistenza. L'autore
rivela a pieno la crisi dell'uomo del duemila, un essere privo di ideali, di
certezze, di verità assoluta, di valori, egli dichiara con forza
nietzchiana, la morte dell'uomo. Ha creato un oltreuomo: Nortir, ma alla
fine lo ha visto morire.
Ovviamente drammatico, ma carico di gioie profonde, nichilista ma pervaso da
una mistica speranza, animato dall'odio distruttivo, ma capace di esaltare
l'amore costruttivo.
Le due linee del bene e del male camminano parallele, ma la sensazione
ultima è quella di rivalsa, d'incentivo e di sfida data all'uomo
contemporaneo, affinchè faccia prevalere nella vita i giusti valori, i
supremi ideali, l'amore, la fratellanza e la tolleranza, secondo quella
morale kantiana che deve sorreggere l'uomo di tutti i tempi. L'autore, in
poche battute, ci invita a seguire il modo equilibrato, proprio quella
morale che recita:" tu devi perché devi", secondo l'imperativo categorico
che abbiamo ereditato dal grande Kant, il filosofo de"Il cielo stellato
sopra di noi e la legge morale dentro di noi".
A parer mio una nuova stella letteraria si aggiunge nel vasto firmamento
delle grandi opere di narrativa, e un augurio sincero e di cuore giunge da
un lettore, che ha sentito il bisogno di comunicare agli altri la gioia
immensa provata nel viaggiare sui binari de"L'Assurdo Respiro delle Cose
Tremule".
Aldo Francisci editore
Guida Lidia Supereva
"L'antico popolo di Ritron si trovava di fronte a una tragedia senza
confini, un subdolo flagello che stava devastando l'anima del pianeta e il
cuore dei suoi abitanti. I Solitari soffrivano nel vedere la terra fertile
tramutarsi in fogne putride... All'inizio, in quella culla di felice estasi,
la gente si era illusa di poter vivere la propria esistenza dimenticando le
incertezze del quotidiano, ma non aveva fatto i conti con le forze del
male...Per quale oscuro motivo quel mondo umidiccio era trafitto da una
forza ostile?...A chi somigliano quelle presenze delicate, quegli uomini che
tentavano di rubare sogni e desideri?C'era un futuro a Ritron?...
"Questa, in sintesi, la trama di L'assurdo respiro delle cose Tremule,
un'opera fantasy, esordio di Antonio Messina, nato a Partanna, ma residente
a Padova.Il fatto che abbia venduto quasi mille copie in breve tempo e le
recensioni più che positive ricevute anche dalla stampa nazionale
testimoniano l'interesse per una lettura che si propone fra i libri da
mettere in valigia in questa torrida estate!Vi invito inoltre a visitare il
sito dell'autore che vi permetterà di conoscere meglio l'opera ed il suo
artifice attraverso recensioni, commenti e un'intervista.
L'assurdo respiro delle cose tremule
Il romanzo che evoca un mondo lontano attraverso la potenza immaginativa di
un autore, Antonio Messina, di cui si apprezzano indiscusse e notevoli doti
si sensibilità e di eleganza. Ma anche un successo di pubblico, che
testimonia il grande interesse per una storia veramente originale Ritron è
un mondo votato alla lenta, ma apparentemente ineluttabile, distruzione.
Popolato da personaggi che possono ricordare i miti, le fiabe o i romanzi
della migliore tradizione fantasy, assume, via via che proseguiamo la
lettura, contorni sempre più precisi, pur mantenendo un alone di mistero.
"Ritron in fondo è lo specchio magico, che riflette, distorcendoli, i
desideri della tua vita. Ritron è la gran passione, l'estremo desiderio di
non essere soli e di condividere con gli altri la nostra precaria avventura"
- spiega Nortir ad Aiscia, una scrittrice, il cui compito è quello di
portare a termine la storia che ha cominciato, mettendo ordine nel caos dei
propri pensieri e della propria mente e riuscendo, forse, a salvare Ritron.
E in un continuo passaggio da un mondo all'altro, in una successione di
brevi capitoli che porteranno alla comprensione del significato di questo
universo parallelo che trae energia vitale dai nostri pensieri, dalle nostre
parole e dai nostri sogni, veniamo a conoscere lo sguardo penetrante di un
autore che non si accontenta di guardare superficialmente le persone e le
cose che lo circondano, ma che intende carpirne il segreto, scoprirne
l'essenza. Stupisce, di Antonio Messina, la capacità nel creare metafore,
nel dar vita a immagini vivide e chiare, nel regalarci un mondo lontano,
diverso eppure vero. In breve, la capacità di comprendere l'assurdo respiro
delle cose tremule.
Lidia Gualdoni
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