Fabio Moioli e Viviana Sprio
Note Biografiche
6 Giugno 1975, nasce a Bergamo Fabio Moioli, discendente di un’illustre famiglia di illuminatori di chiese e campanili e di una celebre maestra delle elementari.
24 Aprile 1977, nasce a Milano Viviana Sprio, discendente da un’antica famiglia siciliana. Il padre, exsocio insieme ai fratelli di una delle maggiori aziende di trasporto italiane e la madre, assistente sociale, dedicano la vita alle opere pie e al ridente quartiere di Figino.
6 Giugno 1985, Fabio inizia ad avere delle crisi mistiche pronunciando oscure parole dal significato sconosciuto nell’intera Bergamasca. I genitori ricordano espressioni inquietanti quali “li mpriulate”, “mi duni sdirrupo”, e “beddra matri“.
24 Aprile 1987, Viviana è sorpresa nelle sacre terre Aragonesi a cantare “Noter de Berghem a la forcheta an ga dis ol pirù”. Sottoposta a visite mediche, la bambina risulterà essere destinata ad un futuro nel mondo della musica bavarese.
27 Dicembre 1992, Viviana incontra l’amore della sua vita (sebbene le ci vorrà più di un anno per rendersene conto)
27 Dicembre 1992, Fabio conosce la sua futura moglie (e pensare che doveva essere solo un’avventura al mare...)
30 Dicembre 1993, Inizia un breve fidanzamento di 13 anni
Estate 1996, Viviana riceve un’offerta di lavoro come au–pair presso una famiglia di Londra. Fabio decide di seguirla spacciandosi (non senza una certa credibilità) per il suo facchino personale. Viviana perde i tre bambini piccoli della famiglia durante una gita al mare. Fabio si rivela l’attrattiva principale dei bambini del quartiere, i più maligni diranno a causa del suo “insolito” accento Londinese.
Agosto 1997, Fabio e Viviana partono per la Svezia. Viviana tenta senza successo di abbandonare Fabio sbagliando aeroporto di partenza (aeroporto di Malpensa, padre di Viviana: “Siamo arrivati!”. Risposta di Viviana: “Ah, forse non ti avevo detto che partiamo da Linate...”)
1 Ottobre 2001, Fabio, rientrato a Milano, viene colto da delirio impegnativo acuto*. Viviana fa il possibile per aiutarlo in tale proposito, facendolo iscrivere ad un corso di salsa, arrampicata bouldering, palestra, e giardinaggio per piante finte con specializzazione in alberi di Natale (come testimoniato dal pino Natalizio che addobba Casa Vimodrone 365 giorni all’anno).
Agosto 2002, Fabio rischia di perdere Viviana a causa dell’attacco d’un pesce pagliaccio nei pressi di Sharm El Sheick. Viviana rischia di perdere Fabio a causa d’un cammello ubriaco durante la discesa dal monte Sinai (ndr: alcuni beduini sostengono fosse Fabio ad essere in verità ubriaco, almeno a giudicare dal suo stile di “cavalcata del cammello”).
4 Agosto 2005, Fabio sbatte violentemente la testa travolto da un’onda dell’oceano nel sud del Portogallo (Cabo Sao Vicente). Gli sfugge così una domanda da cui non si può tornare indietro.
Febbraio 2006, Decisione della coppia di regalare un libro di poesie in occasione del loro matrimonio. Unico inconveniente: Fabio ha una decina di poesie in tutto, Viviana molte meno. Speriamo gli invitati apprezzino...
8 Settembre 2006, in occasione del matrimonio viene distribuita la prima tiratura di 500 copie del libro “Sì, lo voglio!”, destinato a modificare profondamente la concezione classica dell’utilizzo di carta per il riscaldamento domestico.
* Tentativo di annullare ogni riferimento a qualsiasi forma di riposo
Dedicato all’8 Settembre 2006
Primo Incontro
Vidi il tuo sguardo
cercare i miei occhi,
due stelle brillavano,
ed era il tramonto.
Sentii il tuo sguardo
sfiorare il mio volto,
la pelle scottava,
ed era d’inverno.
Notai il tuo sguardo
parlare al mio cuore,
palpitanti i miei sensi,
giungeva la notte.
Un tuono nell’aria
dissolse il tempo
e lo spazio stravolto
perse i contorni.
Cadde una pioggia
dai mille colori
e cosparse la mente
di sconosciuti sapori.
Folle era il mondo quella sera d’inverno,
eppure a me parve di scoprire l’eterno.
Il treno della vita
Capodanno,
anno 1993,
ricordi?
Io
su un treno
una mia destinazione
un mio percorso di vita,
tu
su un altro binario
in direzione diversa
verso altri paesaggi,
poi
San Bartolomeo al Mare,
una stazione di cambio,
i nostri treni, di colpo,
s’incontrarono,
per pochi secondi, si fermarono
di lato, ed io ti vidi,
e tu...
tu mi osservasti,
d’improvviso
scendemmo a terra,
confusi,
decisi,
non capendo
cosa ci fosse successo.
Altri treni passarono,
altre persone arrivarono,
partirono,
ma noi... salimmo
su un nuovo treno, insieme,
tenendoci per mano
senza sapere
dove ci avrebbe portati,
e da allora, ogni giorno
il sole ci illumina
uniti
ed il tramonto ci sorprende,
talvolta fisicamente distanti,
in terre diverse,
ma sempre passeggeri
inseparabili,
vicini di posto,
lungo i binari profondi
della vita.
Binari diversi
che s’incontrarono,
si fusero,
Capodanno,
anno 1993,
ed ora tendono verso l’orizzonte,
paralleli
sino all’infinito.
Amore
Mi lascio cadere e tu mi accogli.
***
Verso mezzanotte
Verso mezzanotte...semplicemente tu,
tu che mi sorridevi con gli occhi,
tu che mi stringevi forte le mani,
tu con i tuoi capelli castani,
tu, con quel tuo passo dolce e spensierato,
i tuoi folli pensieri, le tue attenzioni,
tu complicata, tu sincera, tu...
in una giornata all’apparenza comune,
in un giorno sereno, senza nemmeno una nube,
dietro una ricerca di sguardi
come la luna che riflette il sole
dentro di me
il mare esplodeva con mille sfumature
un gabbiano, forse un aquilone
volava libero oltre le verdi cime
tutta la natura lì, di fronte a me
come un cieco che ha visto improvvisa la luce,
poi, fra tutte le persone, tu,
eternamente tu,
semplicemente...tu
Nacque bella, crebbe tale
Nacque bella, crebbe tale
giunse alla festa
a San Bartolomeo al Mare
sperduta fanciulla vide l'amore
e di speranza fece luce vitale.
Il suo profumo le salì alla gola
un suo bacio le aprì la gioia
noia era ormai lontana
nirvana stretto fra le dita.
Un morso ne assaporò le labbra
rivelazione mai fu più veloce
sfocato le apparve il sole
e le si gonfiò di sangue il cuore.
Un’ardente musica così ella bevve
e dalla passione sua nuova vita ebbe,
l’eterno prevalse
ed il cuore visse
non cedendo alle arguzie del tempo
ma essendone principessa e musa
unica
di fronte al suo amato
di fronte all’altare.