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Sì! Lo voglio!
Fabio Moioli & Viviana Sprio

 

 

 


Collana I Fiordalisi
Pagine116 
Formato 14x20.5 
€ 9.50


Autore: Fabio Moioli e Viviana Sprio



ISBN 88-7350-320-9
978- 88-7350-320-0



Vuoi tu

prendere

donare

ricevere

senza limiti

quest'uomo

questa donna

semplicemente

per sempre?

 

 

Fabio Moioli e Viviana Sprio


Note Biografiche



6 Giugno 1975, nasce a Bergamo Fabio Moioli, discendente di un’illustre famiglia di illuminatori di chiese e campanili e di una celebre maestra delle elementari.

24 Aprile 1977, nasce a Milano Viviana Sprio, discendente da un’antica famiglia siciliana. Il padre, exsocio insieme ai fratelli di una delle maggiori aziende di trasporto italiane e la madre, assistente sociale, dedicano la vita alle opere pie e al ridente quartiere di Figino.

6 Giugno 1985, Fabio inizia ad avere delle crisi mistiche pronunciando oscure parole dal significato sconosciuto nell’intera Bergamasca. I genitori ricordano espressioni inquietanti quali “li mpriulate”, “mi duni sdirrupo”, e “beddra matri“.

24 Aprile 1987, Viviana è sorpresa nelle sacre terre Aragonesi a cantare “Noter de Berghem a la forcheta an ga dis ol pirù”. Sottoposta a visite mediche, la bambina risulterà essere destinata ad un futuro nel mondo della musica bavarese.

27 Dicembre 1992, Viviana incontra l’amore della sua vita (sebbene le ci vorrà più di un anno per rendersene conto)

27 Dicembre 1992, Fabio conosce la sua futura moglie (e pensare che doveva essere solo un’avventura al mare...)

30 Dicembre 1993, Inizia un breve fidanzamento di 13 anni

Estate 1996, Viviana riceve un’offerta di lavoro come au–pair presso una famiglia di Londra. Fabio decide di seguirla spacciandosi (non senza una certa credibilità) per il suo facchino personale. Viviana perde i tre bambini piccoli della famiglia durante una gita al mare. Fabio si rivela l’attrattiva principale dei bambini del quartiere, i più maligni diranno a causa del suo “insolito” accento Londinese.

Agosto 1997, Fabio e Viviana partono per la Svezia. Viviana tenta senza successo di abbandonare Fabio sbagliando aeroporto di partenza (aeroporto di Malpensa, padre di Viviana: “Siamo arrivati!”. Risposta di Viviana: “Ah, forse non ti avevo detto che partiamo da Linate...”)

1 Ottobre 2001, Fabio, rientrato a Milano, viene colto da delirio impegnativo acuto*. Viviana fa il possibile per aiutarlo in tale proposito, facendolo iscrivere ad un corso di salsa, arrampicata bouldering, palestra, e giardinaggio per piante finte con specializzazione in alberi di Natale (come testimoniato dal pino Natalizio che addobba Casa Vimodrone 365 giorni all’anno).

Agosto 2002, Fabio rischia di perdere Viviana a causa dell’attacco d’un pesce pagliaccio nei pressi di Sharm El Sheick. Viviana rischia di perdere Fabio a causa d’un cammello ubriaco durante la discesa dal monte Sinai (ndr: alcuni beduini sostengono fosse Fabio ad essere in verità ubriaco, almeno a giudicare dal suo stile di “cavalcata del cammello”).

4 Agosto 2005, Fabio sbatte violentemente la testa travolto da un’onda dell’oceano nel sud del Portogallo (Cabo Sao Vicente). Gli sfugge così una domanda da cui non si può tornare indietro.

Febbraio 2006, Decisione della coppia di regalare un libro di poesie in occasione del loro matrimonio. Unico inconveniente: Fabio ha una decina di poesie in tutto, Viviana molte meno. Speriamo gli invitati apprezzino...

8 Settembre 2006, in occasione del matrimonio viene distribuita la prima tiratura di 500 copie del libro “Sì, lo voglio!”, destinato a modificare profondamente la concezione classica dell’utilizzo di carta per il riscaldamento domestico.





* Tentativo di annullare ogni riferimento a qualsiasi forma di riposo






Dedicato all’8 Settembre 2006



Primo Incontro





Vidi il tuo sguardo

cercare i miei occhi,

due stelle brillavano,

ed era il tramonto.



Sentii il tuo sguardo

sfiorare il mio volto,

la pelle scottava,

ed era d’inverno.



Notai il tuo sguardo

parlare al mio cuore,

palpitanti i miei sensi,

giungeva la notte.



Un tuono nell’aria

dissolse il tempo

e lo spazio stravolto

perse i contorni.



Cadde una pioggia

dai mille colori

e cosparse la mente

di sconosciuti sapori.



Folle era il mondo quella sera d’inverno,

eppure a me parve di scoprire l’eterno.





Il treno della vita



Capodanno, 

anno 1993, 

ricordi?



Io 

su un treno

una mia destinazione

un mio percorso di vita,

tu

su un altro binario 

in direzione diversa

verso altri paesaggi,

poi

San Bartolomeo al Mare, 

una stazione di cambio,

i nostri treni, di colpo, 

s’incontrarono,

per pochi secondi, si fermarono

di lato, ed io ti vidi, 

e tu... 

tu mi osservasti,

d’improvviso

scendemmo a terra, 

confusi, 

decisi,

non capendo 

cosa ci fosse successo.



Altri treni passarono, 

altre persone arrivarono, 

partirono,





ma noi... salimmo 

su un nuovo treno, insieme, 

tenendoci per mano

senza sapere 

dove ci avrebbe portati,

e da allora, ogni giorno 

il sole ci illumina 

uniti

ed il tramonto ci sorprende,

talvolta fisicamente distanti, 

in terre diverse,

ma sempre passeggeri 

inseparabili,

vicini di posto,

lungo i binari profondi 

della vita.



Binari diversi

che s’incontrarono,

si fusero,

Capodanno, 

anno 1993,

ed ora tendono verso l’orizzonte,

paralleli 

sino all’infinito.



Amore



Mi lascio cadere e tu mi accogli.





***





Verso mezzanotte



Verso mezzanotte...semplicemente tu,

tu che mi sorridevi con gli occhi,

tu che mi stringevi forte le mani,

tu con i tuoi capelli castani,

tu, con quel tuo passo dolce e spensierato,

i tuoi folli pensieri, le tue attenzioni,

tu complicata, tu sincera, tu...

in una giornata all’apparenza comune,

in un giorno sereno, senza nemmeno una nube,

dietro una ricerca di sguardi

come la luna che riflette il sole

dentro di me

il mare esplodeva con mille sfumature

un gabbiano, forse un aquilone

volava libero oltre le verdi cime

tutta la natura lì, di fronte a me

come un cieco che ha visto improvvisa la luce,

poi, fra tutte le persone, tu,

eternamente tu,

semplicemente...tu





Nacque bella, crebbe tale 



Nacque bella, crebbe tale

giunse alla festa

a San Bartolomeo al Mare

sperduta fanciulla vide l'amore

e di speranza fece luce vitale.



Il suo profumo le salì alla gola

un suo bacio le aprì la gioia

noia era ormai lontana

nirvana stretto fra le dita.



Un morso ne assaporò le labbra

rivelazione mai fu più veloce

sfocato le apparve il sole

e le si gonfiò di sangue il cuore.



Un’ardente musica così ella bevve

e dalla passione sua nuova vita ebbe,

l’eterno prevalse

ed il cuore visse

non cedendo alle arguzie del tempo

ma essendone principessa e musa

unica

di fronte al suo amato

di fronte all’altare.




 

 


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