Recensione
estratta dal mensile "Sestante"
“La tradizione impone che vengano offerte tre tazze”, racconta una
storia Tuareg. “La prima è amara come la vita. La seconda dolce come
l’amore. La terza soave come la morte”. Con questo preambolo ha inizio
il romanzo “Diario di un antropologo, il viaggio del disincanto”, opera
d’esordio di Lucio Schina, edito dalla casa editrice Progetto Cultura
2003. Laureato in antropologia ed archeologia preistorica, l’autore
esplora attraverso i diari dei suoi protagonisti il contrasto tra
spiritualità e materialismo, tra pura accettazione dei fondamenti della
scienza e ciò che vi trascende, ponendosi ad un livello di conoscenza
più profondo. Il risultato è un’affascinante viaggio alla ricerca di
risposte a domande che nascono dalle incertezze di un’esistenza carica
di tensioni emotive, che troveranno la loro sintesi finale tra le
distese immense del deserto sahariano.“Diario di un antropologo, il
viaggio del disincanto” è un coraggioso esperimento letterario, in cui
l’autore ha portato ad una sintesi raffinata il rapporto che lega le
scienze antropologiche alla letteratura; un romanzo di genere
indefinito, un ibrido che trae il proprio sostentamento letterario dalla
rara capacità di non irrigidirsi entro un’unica struttura, ma di
lasciare confluire tanto naturalmente sfumature fantasy, sentimentali,
storico-archeolgoiche, senza tralasciare i più classici riferimenti al
genere avventuroso. Ed in questo senso è possibile intendere il
“disincanto” del protagonista, come un’uscita dal “razionale” e dal
materialismo quotidiano in cui si sostanzia il messaggio “new age” di
base. “Diario di un antropologo, il viaggio del disincanto” è una
lettura che potrà risvegliare nel lettore attento sentimenti delicati,
tutti giocati sul filo del dualismo razionalità-spiritualità, in cui non
potrà sorprendere che sarà proprio quest’ultima a prevalere, sospinta
anche dalla forza dell’amore. Poi, nell’ambientazione del deserto
libico, negli scavi, nelle ispezioni alle primitiva caverne, il romanzo
trova altri spunti d’interesse cosi come nei rapporti e negli sguardi
fra i due protagonisti, Davide Chisan e Janir Assad, tra cui nascerà una
storia dalle velate tinte rosa. Un percorso che porterà il lettore a
scontrasi con eventi che prima gli appariranno semplicemente
inspiegabili, ma che pian piano, con l’andare avanti frenetico degli
accadimenti, acquisteranno forme sempre meglio definite. Fino al momento
ultimo, in cui chiunque sarà stato in grado di farsi trasportare in
questo viaggio, riuscirà a trovare il proprio disincanto. Abbiamo
apprezzato molto la lettura del romanzo, per la sua originalità, il suo
ritmo, per i suoi dialoghi spigliati ed esaurienti, e per la capacità
non comune che ha dimostrato l’autore nel narrare e nello sviluppare una
storia difficile rendendola alla portata di tutti. Una lettura gradevole
e stimolante, che consigliamo a chiunque cerchi in un romanzo qualità ed
emozioni.L’autore ha aperto un sito personale, www.lucioschina.it, in
cui sono disponibili tutte le informazioni sul romanzo. All’interno si
potrà leggere una sinossi completa dell’opera, una piccola presentazione
del libro, oltre a poter consultare le librerie dove sarà possibile
acquistarlo; Il visitatore, inoltre, potrà leggere i suoi racconti
brevi, i suoi progetti presenti e futuri, comunicare direttamente con
lui, ed avere diverse altre notizie di interesse antropologico
letterario.