Salvatore
Corbello, un giovane psicolabile di Catanzaro, ricostruisce i suoi
ultimi quattro anni nel mondo dei sani di mente attraverso l’estenuante
ricerca della verità scritta in uno stile bulimico, irruento,
allucinato, ma sempre ironico e divertito.
Anni in cui smette di assumere psicofarmaci e rovina per sempre il
rapporto che ha con la propria famiglia, tanto da sceglierne un’altra
composta dai suoi migliori amici (Papà, Mamma e Zio; lui, Salvatore, è
Figlio).
I quattro, fragili creature vittime di un contesto arretrato, difficile
e indifferente, formano una banda irriverente e autarchica, fanno del
loro legame l’unica ragione di vita e consumano il loro tempo mettendo
in atto una serie di folli goliardate.
Ma il passaggio dalla minore alla maggiore età non sarà facile per
Salvatore, alle prese con il Sud, quello delle dure periferie, con il
rendersi conto di quanto l’amore sia smisuratamente più devastante
dell’amicizia e con la sua solitaria battaglia contro la teoria
psichiatrica della pazzia....
ESTRATTO:
...captai limpidamente la sensazione di un possente morso che mi divise
in due l'addome dilaniandomi le costole, tutti gli organi vitali interni
e la spina dorsale, ma fortunatamente io nuotavo, nuotavo e continuavo a
nuotare con i soli arti superiori e non avevo nessuna intenzione di
smettere, non ce l'avrebbe fatta mai e poi mai quel maledetto pescione
cresciuto troppo a far fallire la missione; infine, con un ultimo morso
mi mangiò anche il resto del torace comprese le braccia lasciandomi solo
la testa, a questo punto non avevo altra scelta, avrei dovuto continuare
a nuotare con la lingua e le orecchie, ma io non mi persi d'animo
neanche questa volta e così feci sbattendo anche le palpebre, fino a
che, ancora in preda al terrore da squalo che produceva simili terribili
visioni nel cinema horror che era diventato il mio cervello impaurito,
non mi ritrovai a battere con le mani sulla sabbia pervasa d'acqua dalle
onde: ero arrivato direttamente sul bagnasciuga nuotando e avrei
continuato a sguazzare a più non posso anche sulla spiaggia se non fosse
che, finalmente e fortunatamente, capii.
"Cazzo, sono sulla terra ferma! Sono vivo! E' fatta!".