Fabrizio Magnifico

Le parole inutili

 

Le parole me le hai buttate sul tavolo,
così, solo per vuotarti le tasche,
perché ti pesavano
e dovevi scaricare il tuo fardello
di carabattole senza un utilizzo.
E poi ti accorgi che sono solo pezzo sparsi
ma sono le cianfrusaglie che ti avevano dato la certezza,
fino ad ora,
di poter infilare una mano in tasca
e trovare qualche cosa.
Come cercare monete
e sentire solamente la fodera.
Lo stesso valore
della tua convinzione di vita.

Non hai convinto me
che pure ho provato a crederti.
Imparerai che la paura e la vigliaccheria
sono l'una l'opposto dell'altra
e smetterai di vivere
nascosta nel tuo fuggire davanti alla realtà.

Fisso la bottiglia sperando.
Come se il fondo possa rivelarmi qualcosa
o un suggerimento.
Se aprirne un'altra oppure bestemmiare su questa fine.
A volte sogno un vecchio marinaio,
in cerca del soffio di vento,
che ti dice di tempi passati.
Un reduce che sa solo una storia,
l'unica che può raccontare,
ti annoia come se il mondo dovesse sempre ripetersi,
moto perpetuo emozionale.
Sempre sempre sempre.
Mai mai mai.

Ma le tue parole si sono perse
nella polvere e nel vento,
l'unico posto in cui possono stare.
Non certo nel tempo
di cui avrei potuto preservare
almeno un ricordo.

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