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LETTERA AL
VENTO di Paolo
Cavalli mail@ilromanziere.com E' strano sai ma questa sera mi sembra come se tu fossi ancora qua e invece sono solo nostalgie che riempiono le mie parole e mi fanno compagnia su questo foglio. Fuori il vento porta il buio e toglie confine allo sguardo mentre nei locali ancora aperti c'è chi perde i suoi dolori in un bicchiere ma per me è inutile anche provare. Invece chiudo un poco gli occhi e allora il mare culla un sogno: stringo le tue mani più vicino a me, in quel tramonto rosso di un tempo e restiamo immobili su questo prato scuro, guardando lontano, oltre il lago salato, dove un corpo non muore, cancellato dal fato. E poi sottile come il respiro di un fiore, si spezza quel filo, senza una stilla né una parola ma non dal vento appassito. Volevi diventare grande in questo tempo, ma i sogni sono soltanto fantasie e spesso svaniscono come la nebbia del mattino al sole. E ora mi è difficile tornare a vedere e che i grilli tornino a cantare la solitudine... |