Giovanni Greco

SETE

 

Se il corpo fosse pronto a nutrirsi di versi 
di poeti eletti
di vecchi saggi
di cantastorie maledetti
di gioiose eroine poetesse di strofe mai lette
di silenziosi funamboli del significante urlanti al vento insensibile
di fragili perfetti sconosciuti mai incontrati

No, dovrò annegare ancora nel mare dell'ignoranza e, bevendo al calice della certezza, gioire di piccole cose erette a monumenti

Io, come tanti aspettando di crescere
Io, mediocre come pochi


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