NOSTALGIA
Una semplice,
prodigiosamente sinfonica parola
la quale aleggia sovra l’effimera, assiomatica materialità umana
conquidendo le sempiterne emozioni prolificate durante versatili,
plurime stagioni.
Essa tuttavia è gravida d’una integerrima pienezza
che ingagliardisce soavi zefiri primaverili
ove qualsivoglia aggraziata, aurea brezza
pervada l’edenistico illeggiadrire profuso
addentro ambenti, ignei cuor ardenti:
orsù tralucerebbe nefasto saggiar l’elisiriaco nepente
qualora langua emaciato l’asservito peregrinante
la cui riarsa mente aneli imbevere perspicue quintessenze
attingendo virtuose acque sorgive trasudate
mediante melodiose rimembranze giovanili?
Procreerebbe stolda, mordace stupefazione
allorquando il senile, vegliardo semente
brami mietere floridi, rubicondi
giorni azzimati con serafico lindore
ed invitta tersezza commensarurabile
ad un idillico oceano pervinca?
Onde diramerebbe l’auspicabile, eruttivo precetto
d’intridere, giubilare l’imperitura caducità
che la vita irroga solerte
irradiando ambrate, aurate ricordanze
enfiate ed inturgidite di rugiadose affezioni fanciullesche?
Oh incondizionata, imperante nostalgia
sorgi, traspari, fluisci ed irrompi rosea
sebbene ti respiri durante prosternati, melanconici frangenti.