Il tratto principale del
tuo carattere?
“Sereno di dentro, come i pesci e gli uccelli”. Così cominciamo con le
citazioni di Guccini. Scherzi a parte, le cose succedono, belle o
brutte. Tanto vale prenderle con serenità.
Un aggettivo per
definirti?
Tenace. Se punto un obiettivo, mi faccio in quattro per raggiungerlo.
Spesso non ci arrivo velocemente, sono lento ma costante. Il mio sport è
la maratona, non i cento metri.
Il tuo difetto
principale?
Sono goloso e pigro. Il pigro più attivo del mondo. E disordinato. Ne
servono altri?
La tua occupazione
preferita?
Passare tempo con Sara, mia moglie. L’altra metà della mela. Magari in
giro per paesini medievali, visitando chiese romaniche e splendide
colline e cantine ancor più belle. E cena in un bel ristorante. Insomma,
Borgogna. Non scrivere. Scrivere per me significa sveglia alle 5.30 e
fatica. E pensieri quasi ossessivi nel corso della giornata.
Il tuo sogno nel
cassetto?
Fare lo scrittore di mestiere. Una stanzetta in pietra con una finestra
affacciata sul verde. Un pc. Un cane beige che saltella nel giardino.
Poi paesini medievali ecc ecc ecc.
Il personaggio
famoso attuale o storico che vorresti essere?
Son contento di essere me stesso. Non per immodestia ma perché “abbiamo
una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al
sogno…” E così sono due, le citazioni gucciniane.
Il luogo dove
vorresti vivere?
Borgogna del Sud. Idealmente nel triangolo Cluny, Tournus, Chapaize.
Culla dell’arte medievale, splendidi vini, gente orgogliosa e fiera e
tutto quel che leggete nelle risposte precedenti.
Il tuo colore
preferito?
Azzurro cielo.
Il tuo scrittore
preferito?
Più di uno. Sono onnivoro nelle letture. Classici greci e latini,
Eschilo e Seneca. Dei moderni dico Poe, così non sbaglio. Dei
contemporanei… impossibile da dire.
Il libro
preferito?
Qui sono più sicuro. “Corale alla fine del viaggio” di Erik Fosnes
Hansen. Un romanzo meraviglioso, tra il lirico e l’onirico. Personaggi
scolpiti, cesellati. Avvincente. Da leggere tutto di un fiato.
Il genere di
musica preferito?
Tra Francesco Guccini e i Pink Floyd (fino a The Final Cut, 1983), Mark
Knopfler e Keith Jarret. Convivenze difficili ma non impossibili. Con
l’età mi avvicino alla musica classica e all’opera. Una stagione per
tutto.
Il personaggio
televisivo che preferisci?
Non ho la televisione da inizio anno. Mai stato meglio. Non saprei chi
dire. Dico Milena Gabanelli perché è una rappresentante di una specie in
via d’estinzione, il giornalista d’inchiesta bravo e corretto.
Tutt’altro che morbido, anzi. Ma che parte da una notizia, non da una
tesi da dimostrare.
Attore preferito?
Non uno. Jack Nicholson, Al Pacino, Robert De Niro, Dustin Hoffman…
insomma, i grandi vecchi. Dei giovani, mi piace Jim Carey. Ci sono
attori italiani che, secondo me, scontano la loro italianità altrimenti
sarebbero star internazionali. Penso ad Alessandro Haber, ma anche a Kim
Rossi Stuart. Roberto Benigni è uno che ce l’ha fatta, ma con un film di
quelli che ce n’è uno al secolo.
Attrice preferita?
La più brava: Meryl Streep. Auguro a Julia Roberts di lasciarsi
invecchiare bene. Dico questo perché la mia cotta adolescenziale era per
Meg Ryan. Ragazza bellissima, sulla soglia dei 40 si è rifatta talmente
che ora sembra Moira Orfei. O uno degli elefanti.
Tuo film
preferito?
C’era una volta in America, di Sergio Leone. L’epica dei gangster
nell’America del proibizionismo. Capolavoro.
Pittore preferito?
Piero della
Francesca e Salvador Dalì. Anche qui, convivenza difficile… ma
entusiasmante.
Quel che detesti
più di tutto?
Antiviolento per natura, detesto quella fisica e quella verbale. E gli
atteggiamenti violenti. Includo quelli arroganti e superbi nel novero.
Stato attuale del
tuo animo?
Sereno, ovviamente.
Il tuo motto?
Punta alto, a tornar giù si fa sempre in tempo. E il suo corollario: al
meglio non c’è mai fine.
Quando
pubblicherai il prossimo libro?
Il secondo romanzo sarà consegnato all’agente a fine luglio. Da qui in
poi, si entra nella fase dell’imprevedibile. “La giustizia dei martiri”
mi ha regalato tanta soddisfazione. Spero che trovi una sua via “di
carta”, presto o tardi. Spero e sogno. “Sognai talmente forte che mi
uscì il sangue dal naso”. Questo è De Andrè.