Il tratto principale
del tuo carattere?
L'ingenuità. Non ho mai
accettato quello che è il comandamento fondamentale su cui si basa la
nostra società. Ovvero che tutto ha un prezzo e tutto è monetizzabile.
Per me ad esempio, le cose che hanno più valore non lo sono. Non è
monetizzabile ad esempio, tutto ciò che ha a che fare con lo spirito,
come l'amicizia, l'amore, o l'arte. Per me, ad esempio, considerare un
romanzo - quando nasce dal cuore dello scrittore, e ne esprime la natura
e le aspirazioni più profonde - come un oggetto da commercializzare, è
una bestemmia.
Un aggettivo per
definirti?
Un bambino invecchiato
prima d'essere cresciuto. Guardandomi infatti dall'esterno, ovvero
analizzando la mia immagine allo specchio, vedo qualcuno che si sta
avviando al giorno del bilancio. Guardandomi all'interno vedo,
viceversa, che il percorso della vita è circolare. La perdita di memoria
che avanza con gli anni ci depriva di molti ricordi, rendendoci simili a
bambini la cui caratteristica primaria è lo stupore di fronte alle cose
che riappaiono sconosciute.
Il tuo difetto
principale?
La contraddittorietà.
Sono decisamente inaffidabile e difficile da definire. Sono al contempo
razionale e illogico. Teorizzatore dell'ordine e della logica
stringente, casinista e incasinato nella vita di tutti i giorni.
Ingegnere e matematico in teoria, scrittore e poeta dilettante nella
pratica quotidiana.
La tua occupazione
preferita?
Scrivere un romanzo
dietro l'altro. Uno più bello dell'altro. Uno più incompreso dell'altro.
Romanzi che rimarranno nei miei cassetti e che solo mia figlia capirà
quanto sono belli e profondi, pieni di verità e poesia. Ma al mondo non
frega un accidenti della verità e della poesia: vuole essere preso per i
fondelli. E paga, addirittura, per esserlo.
Il personaggio
famoso attuale o storico che vorresti essere?
Non vorrei essere alcun
personaggio famoso. Mi accontento dell'anonimato che mi consente di
nascondermi. In ciò mi sento simile a un primimitivo che tenta di
proteggere il suo fuoco, di preservarne il tepore e la luce tenendolo
nascosto in una caverna, affinchè il vento della volgarità non lo
spenga.
Il luogo dove
vorresti vivere?
Una capanna di legno e
paglia che si affacci sull'oceano. Avere solo molti fogli su cui
scrivere.
Il tuo colore
preferito?
L'azzurro.
Il tuo scrittore
preferito?
Franz Kafka, oppure Fernando Pessoa. Entrambi non pubblicarono nulla
in vita.
Ma
vi sono anche grandissimi poeti che non pubblicarono nulla (o quasi)
in vita.
Fra questi il grandissimo poeta calabrese Lorenzo Calogero.
Il libro
preferito?
"Il castello" di Kafka,
"Poesie di Alvaro de Campos" di Fernando Pessoa.
Il genere di
musica preferito?
Amo moltissimo la musica
di Paolo Conte: ascoltarla trasforma il male di vivere in gioia di
vivere e d'amare.
Il personaggio
televisivo che preferisci?
Nessuno: la televisione è
il concentrato della volgarità e insulsagine del tempo in cui viviamo.
Attore preferito?
Toni Servillo de Le
conseguenze dell'amore, Il divo, eccetera.
Attrice preferita?
Isabella Ferrari di Caos
calmo.
Tuo film
preferito?
Le conseguenze
dell'amore: è il film perfetto, girato dal mio regista preferito (Paolo
Sorrentino), e avente per protagonista il mio attore preferito (Toni
Servillo)
Pittore preferito?
Klimt: vederne dal vivo
la pittura, a Vienna, è una esperienza esaltante.
Quel che detesti
più di tutto?
L'ipocrisia, la violenza
nei rapporti umani, l'ingordigia e la volgarità.
Stato attuale del
tuo animo?
Sono felice di avere
ancora tanti bellissimi libri da leggere dei miei scrittori preferiti,
tanti bellissimi quadri e film da vedere. Tanti meravigliosi libri da
scrivere.
Il tuo motto?
« Non
sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.
»