Stefania D.
IL DRAGONE E LA FENICE
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cielo era limpido, la terra era bruciata nel Paese del Fior di Loto la gente era malata Il riso non bastava, il grano non cresceva le messi erano scarse e la peste correva. Pregavano la bontà del loro Dragone entrando nei templi nettandosi col sapone i piedi e le mani luoghi di sporcizia per rendere onore a quel simbolo di furbizia. La pioggia non cadeva, la nuvola non c'era il popolo aspettava, ma la paura era vera. Quel Drago tanto amato dal popol della Cina sembrava non capire che la morte era vicina Urlavan per le strade, cantavan a perdifiato ma il Drago prediletto si era addormentato La splendida Fenice, un giorno per fortuna vide il verde Dragone nella calda laguna brucianti eran le ali, d'oro eran le piume simbolo femminile per gli abitanti del Fiume Il Drago fu destato da quella luccicante e tutto emozionato guarḍ l'essere ammaliante Poi fecero l'amore e fu prodigio davvero cadde la pioggia e il canto fu sincero la terra fu salvata e la fame allontanata La morte della Cina per sempre fu evitata Da allora quel Paese ad ogni primavera onoran la Fenice con una preghiera Da questa bella favola e c'è chi ve lo dice lo yin e yang son simboli del Drago e la Fenice. |
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