Il viaggio di un popolo alla ricerca della salvezza.
Sono in mezzo a noi, hanno vite come le nostre e hanno scelto di
lasciare il loro pianeta d’origine per venire a vivere sulla terra.
Si chiama Inia e oltre ad essere il nome di un pianeta che non ha più
niente da offrire a chi lo abita è anche il titolo del primo romanzo di
Raffaele Del Gaudio.
Attraversando mirabilmente lo stile misterioso di un giallo e le
atmosfere fantascientifiche evocate da un’ avventuriera civiltà aliena,
l’autore del romanzo, 47 anni, lucano, da sempre attratto dalla scienza
e dalla tecnologia, prova a rispondere a quella domanda che almeno una
volta nella vita ognuno di noi si è posto: gli alieni esistono? E se sì,
sono mai stati sulla nostra benamata Terra?
Con la maestria di chi riesce a prefigurasi un mondo possibile (forse
nemmeno così tanto lontano) in cui una specie a rischio si sposta per
trovare un nuovo habitat dove installarsi (qui parliamo di dimensioni
spazio-temporali stratosferiche) Del Gaudio prova a farci immaginare
cosa succederebbe se una civiltà di gran lunga più sviluppata della
nostra venisse a farci visita e riuscisse senza troppi sforzi a
confondersi magistralmente con la nostra …
Costellazione dell’Idra Maschio. A circa 1,4 ua da Beta Hydri, stella
dalla quale prende tutta l’energia che ormai comincia a scarseggiare,
vivono gli Iniiti. Esperti nella manipolazione genetica, possessori di
tecnologie che gli consentono di muoversi alla velocità della luce e di
rallentare il processo di invecchiamento dovuto alla disgregazione di
particelle, progettano un viaggio che in ottocento anni li porterà sulla
strada della salvezza. Presagendo infatti la fine prossima del loro
pianeta, anziché aspettare pregando che il loro destino si compia,
decidono di costruire grandi navi spaziali per esplorare l’universo alla
ricerca di un posto migliore dove trasferire tutta la popolazione.
E proprio perché in un posto migliore loro ci credono e non intendono
starsene con le mani in mano (é quindi a quelli come loro che l’autore
dedica il suo libro) dopo anni di ricerche e di viaggi nello spazio
siderale decidono di atterrare al centro della Foresta Amazzonica e quel
posto, lontano dai rumori e apparentemente scevro di pericoli poiché non
soggetto a operazioni di esplorazione, gli sembra offrire la chance che
stavano aspettando: forse sulla terra c’è spazio anche per loro!
E qui comincia l’avventura e con essa anche i relativi problemi dovuti
al contatto con gli esseri umani. Confondersi senza destare sospetti e
colonizzare in un certo qual modo uno spazio misconosciuto comporta
necessariamente dei rischi.
In un fitto intrecciasi di equivoci e nascondimenti due vite si snodano
parallele. Sono quelle di Giona, extraterrestre, e quella di Marc, un
umano imbattutosi nella Stedita, la nave aliena che ha portato gli
Iniiti sulla terra. Due esistenze legate e destinate inesorabilmente ad
intrecciarsi, il tutto in quell’aura di mistero che avvolge da sempre il
mondo della scienza e che rende le vite di chi lavora al limite tra il
reale e il possibile una scoperta continua, da accogliere o da far
tacere.
Maria M. Chiacchio
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ed un commento alla stessa...
Il commento di Maria chiarisce ulteriormente ciò che l'autore vuole
proporci con questo racconto, stimolando la lettura di INIA,che non è
soltanto un libro ma un vero è proprio viaggio fantascientifico.
Aggiungerei che il libro ci fa anche riflettere sul rispetto che
dobbiamo dare al nostro pianeta Terra, che è la nostra casa e, che come
ci insegnano gli iniiti è insostituibile!
www.inia.it