MARGARETA
 

Elisa Prandini

 

Titolo: MargaREta. Pensieri parole opere e commissioni
Autore: Prandini Elisa
Editore: Montedit
Collana: I salici
Data di Pubblicazione: 2006
ISBN: 8860371678
ISBN-13: 9788860371676
Pagine: 92 € 8,50
Reparto: Narrativa italiana

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Non - Prefazione

ovvero capitolo I bis

Ho chiamato questo incipit "non prefazione" con l'intento esplicito di evitare che chi legge lo salti e passi oltre. È notorio che tutti abbiamo - e molto spesso a ragione - come una specie di istinto a passare direttamente al capitolo primo saltando i preamboli. Un po' per curiosità di iniziare la "vera" lettura e un po' per la convinzione che leggere le introduzioni sia tempo sprecato.
In molti casi è necessario invece soffermarsi un momento anche sulla premessa perché vi si rintraccia lo spirito e per così dire la chiave di lettura di ciò che si andrà a leggere.
Così è per molti testi e così è anche per la storia di questa donna di nome MargaREta che vi apprestate a leggere.
Dedico questo libro a mia nonna perché nell'accudirmi con molto amore ed equilibrio, ha saputo regalarmi un'infanzia serena, e così ha contribuito in modo determinante alla formazione dei lati positivi (pochi o tanti che siano) della mia personalità. I nonni sono un patrimonio insostituibile per le giovani generazioni, trovano sempre il modo di essere utili, e possiedono la saggezza frutto dell'esperienza, che è proprio ciò che maggiormente difetta ai giovani, per ovvi motivi di età. Purtroppo la società moderna spesso li accantona, li emargina secondo la logica distorta di una sorta di consumismo generazionale, che non perdona agli anziani di non riuscire a stare ai tempi del vorticoso progresso tecnologico. Troppo spesso dimentichiamo che,
proprio perché naturalmente avulsi dai ritmi schizofrenici della vita moderna, i nonni sono una riserva di amore, di tempo e di pazienza per coloro che ne hanno più bisogno: i bambini. Trascuriamo gli aspetti positivi ed utili delle generazioni precedenti, ingigantendone le caratteristiche negative e null'altro.
Poiché però non sono un sociologo esprimo semplicemente la mia opinione e non mi dilungo oltre nell'analisi di un fenomeno complesso e delicato, che non potrei in ogni caso approfondire in questa sede.
In secondo luogo dedico il libro a mia figlia e mio marito perché rendono le mie giornate, ciascuna di esse, degne di essere vissute, regalandomi un presente pieno di energia vitale. Loro costituiscono lo stimolo che mi spinge ad impegnarmi ogni giorno per essere una persona migliore domani, di quanto io non sia stata ieri.
Questo libro lo dedico anche a tutte le persone, che per mia grande fortuna sono tante, che in vari momenti difficili della mia vita mi hanno aiutato, di volta in volta mettendomi a disposizione ciò che potevano offrire: solidarietà, comprensione, esperienza, la forza per resistere o per ricominciare,il coraggio di mettersi e rimettersi in gioco, di fare autocritica, di guardarsi dentro. Ho incontrato sulla mia strada amici carissimi di ogni età e di tutte le estrazioni sociali, e poi insegnanti e anche medici, che mi hanno regalato parte del loro tempo e delle loro energie.
MargaREta è nata e vive in queste pagine anche grazie a loro. In lei c'è qualcosa di me e anche qualcosa di ciascuno di loro. Ma poi MaragREta ha preso a vivere di una vita propria che appartiene soltanto a lei: potrei dire che è nata da me un po' come una seconda figlia, immaginaria, e poi ha preso in mano il suo destino, la sua storia, si è staccata da me definitivamente, usando la mia penna solo per spiegare se stessa e le sue ali sulla scena della sua vita. Ed è uscita così, come lei stessa si racconta nelle pagine che state per leggere.
Intendo spiegarvi brevemente come nasce il sotto titolo di questo libro: in una delle numerose notti insonni che la mia bimba di pochi mesi generosamente mi dispensava, ho pensato di poter trasformare la celebre locuzione della liturgia cattolica "in parole pensieri opere e omissioni", in "...opere e commissioni". Questo è il mio modo per rendere l'idea di come spesso la nostra pochezza di esseri umani estremamente fallibili, possa rasentare il ridicolo. Queste irriverenti "commissioni" al posto delle "omissioni" non intendono in nessun modo
mancare di rispetto al senso religioso cui appartengono - e che io rispetto come tutti i patrimoni culturali e religiosi fin quando non divengono un estremismo che ingenera e legittima soprusi - ma soltanto dare la misura, in tono ironico, delle piccolezze degli uomini. Ma poiché di queste piccolezze l'uomo vive, ed altresì perisce (!) tanto vale prendere atto della nostra natura fragile, perfettibile e mai perfetta e cercare di trarre il meglio da noi stessi, dalle persone che ci circondano e della vita che ci è concesso vivere.
Così nasce questa storia, la storia di MargaREta. E io così ve la consegno.

L'Autrice

 

 

 



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